Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Intervista

Data:

27/08/2006


Intervista

“Meglio una missione dai risultati incerti che una catastrofe certa come quella che si andava preparando”. Ugo Intini, viceministro agli Affari Esteri del governo Prodi, deputato alle relazioni con i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa del nord, non vede una strada alternativa alla forza di interposizione Onu per tentare il “raffreddamento”degli scontri al confine tra lo Stato di Israele e il Libano. Ritiene pero, allo stesso tempo, che la missione multilaterale dell'Onu possa essere l'occasione per provare a pacificare un'area più vasta e da sempre instabile. Dopo il Libano del Sud, Gaza e la Palestina.

D. La questione palestinese, afferma Kofi Annan, resta centrale per arrivare ad una pacificazione dell'area mediorientale.

R. “Certamente è così. Oggi, però, per la prima volta nel Medio Oriente, assistiamo all'arrivo di una forza di pace multilaterale, legittimata dall'Onu e coperta da una legalità internazionale. Fino ad ora si era ceduto agli interventi unilaterali. All'ingresso di forze che risultavano destabilizzanti per l'equilibrio della regione. Con la missione Onu, per la prima volta, assistiamo all'arrivo di forze"stabilizzanti", non riconosciute come nemiche da nessuna delle parti in conflitto”.

D. È un risultato politico incoraggiante...

R. “Credo che questa vicenda, e il ministro degli Esteri israeliano Livni ce lo ha detto pochi giorni fa, abbia un significato importante per la politica internazionale. Per la prima volta Israele e la sua opinione pubblica, si fidano di una forza internazionale di pace”.

D. Una forza a guida europea...

R. “E' il secondo risultato importante di questa missione. L'Europa ritorna protagonista in un'area alla quale è interessata e nella quale può effettivamente contribuire alla pace. Credo che questo sia merito anche della testardaggine dell'Italia...”

D. La testardaggine paga?

R. “Paga la coerenza nell'essere fedele alle convinzioni profonde dell'europeismo, all'unità anche politica e non solo monetaria, dell'Europa”.

D. L'Italia si è riappropriata del proprio ruolo nella politica mediterranea...

R. “A parte la parentesi del governo Berlusconi, la nostra politica estera è stata da sempre impegnata a garantire contemporaneamente la sicurezza di Israele e della Palestina, ed è per questo che siamo considerati dei buoni interlocutori da entrambe le parti”.

D. Qual è il ruolo che la forza di interposizione Onu può giocare in quest' area?

R. “lo credo che se si riesce ad attuare un raffreddamento della crisi in corso nel Libano del Sud, allora ci si potrà portare anche a Ovest, nella Striscia di Gaza. Naturalmente solo con il consenso di Israele e dell'Autorità palestinese”.

D. Il presidente israeliano Moshe Katsav ha espresso perplessità per la missione Onu in Libano...

R. “Tutti sono dubbiosi. Sono dubbiosi gli israeliani, sono dubbiosi i libanesi, gli iraniani... Noi stessi siamo dubbiosi. Ma in politica, come nella vita, bisogna saper scegliere. E la nostra scelta era tra una missione dai risultati incerti e una catastrofe certa”.

D. Una scelta comunque coraggiosa...

R. “Nella politica estera bisogna avere coraggio e anche fantasia. A tal proposito, seppure provocatoria, ritengo giusta la proposta che veniva da Assisi di trasferire l'Onu a Gerusalemme. Ovviamente so che non è possibile, pero ricordo quando l'anno scorso si tenne l'Internazionale Socialista a Tel Aviv e Ramallah: proposi di trasferire a Gerusalemme alcune agenzie dell'Onu. Visto che ci sono tanti bambini che soffrono potrebbe andare l'Unicef. E anche l'Unesco, dato il patrimonio storico culturale immenso custodito a Gerusalemme”.


Luogo:

Roma

Autore:

Eduardo Di Blasi

2912
 Valuta questo sito