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Governo Italiano

Intervista

Data:

27/08/2006


Intervista

“I clandestini non sono dei mostri, non bisogna avere paura”.E' sicuro Ugo Intini, vice ministro degli Esteri con delega alle relazioni con i paesi del Medio Oriente e dell'Africa del nord. Il futuro dell'Italia si chiama multiculturalismo.

D. Una baby sitter honduregna senza permesso di soggiorno è morta per salvare una bambina.

R. «E' una notizia drammatica, che forse darà da pensare a qualcuno. Non ammetto generalizzazioni. Ci sono immigrati che si comportano in modo criminale e immigrati che si comportano in modo eroico».

D. I genitori della piccola sono stati denunciati.Troppo rigore?

R. «La legge è legge, ma manca di sensibilità. Sono certo che chi dovrà applicarla saprà essere sensibile».

D. Sempre più spesso, nelle ultime settimane, sì parla di emergenza immigrazione.

R. “Ma l'emergenza è relativa agli sbarchi. L'Italia ha bisogno di una nuova politica di immigrazione. Il paese invecchia e il tasso di natalità è basso. Le industrie del nord sono alla disperata ricerca di manodopera. Il colore della pelle non ha importanza. Andiamo verso una società multietnica, un po' come i negli Stati Uniti. L'importante è che i valori di casa occupino un posto predominante».

D. Prodi ha più volte ribadito che è necessaria una maggiore cooperazione internazionale per sconfiggere gli scafisti. Che ne pensa?

R. «Il premier ha ragione. Le misure di sicurezza non bastano. L' obiettivo è creare un grande partenariato con i paesi dell'Africa del nord. Presto ci sarà una conferenza con Libia e Maghreb. Dobbiamo seguire l'esempio della Spagna e del Marocco, che hanno investito 100milioni di euro e hanno ridotto l'immigrazione clandestina del65%».

D. Italia sempre più protagonista in politica estera.

R. «Finalmente. Dopo la parentesi Berlusconi, abbiamo riconquistato il nostro ruolo tradizionale».


Luogo:

Roma

Autore:

Alessio Fanuzzi

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