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Governo Italiano

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Data:

18/09/2006


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La sua esperienza con la realtà del sud e centro America comincia molto prima dei suo attuale incarico...

Sono almeno 15 anni che mi occupo delle relazioni con l'America Latina: sono stato responsabile del dipartimento esteri dei Ds, e prima ancora del Pci, oltre a far parte della delegazione del “Comitato Latino America e Caraibi” e l'internazionale socialista. Nel 1984 ero a Managua per conto dell'associazione Italia-Nicaragua. Ho avuto modo di visitare la maggior parte dei paesi del Sud America, incontrando esponenti politici, intellettuali e personalità del mondo latino. Negli ultimi tre mesi ho assunto una carica che rinforza il mio contatto con quei paesi che rappresentano una grande passione, oltrechè un impegno politico.

Si parla spesso dei rapporti con i paesi asiatici, mentre il continente latino è rimasto per lungo tempo al di fuori dalla politica estera italiana.

Il mio ruolo di sottosegretario si sposa con una scelta dell'esecutivo che vuole promuovere le relazioni internazionali sulle quali è stata posta scarsa attenzione dal precedente governo. Dobbiamo aumentare i contatti economici. Basti pensare che al momento non ci sono banche italiane che operano in Sud America. Mentre la Spagna e il Portogallo pagano “il peccato originale” della colonizzazione, l'America Latina riserva un'attenzione particolare al nostro paese, che pone tutte le condizioni per una cooperazione fruttuosa. Oltretutto sono presenti grandi comunità di origine italiana: in una battuta potremmo considerare San Paolo, con i suoi 10 milioni e più di abitanti figli di emigranti, la più grande “città italiana”.

Quali sono le prospettive di cooperazione e di collaborazione economica?

Con alcuni paesi come il Brasile e il Messico esiste un interscambio forte e consolidato. Dobbiamo rafforzare i contatti con i paesi tipo l'Argentina o il Cile, che ha visto lo scorso anno una crescita del Pil pari al 5%, una cifra per noi stratosferica. Questo rappresenta un'opportunità irripetibile per la piccola e media impresa italiana di instaurare relazioni commerciali. Sul piano delle infrastrutture, a El Salvador l'Enel sta investendo sulla creazioni di centrali geotermiche, operazione che si svilupperà su tutta la dorsale dei vulcani che corre dal nord al sud del continente. L'Italia ha interessi diretti nelle dinamiche energetiche, vista la nostra carenza di materie prime. In Bolivia sono stati scoperti, lo scorso luglio, giacimenti di gas naturale, già presenti in Brasile e in Argentina, dove operano compagnie straniere come la Repsol, l'ltf e la Total.

Come commenta l'affermarsi dei governi di centrosinistra nei paesi sudamericani?

Ovviamente in modo positivo, Evo Morales è il primo presidente boliviano indigeno, e anche se possiamo muovere critiche ad alcune sue scelte, dobbiamo evitare un isolamento da parte della comunità internazionale. Abbiamo avviato operazioni di partnerariato finanziando con 25 mil di euro la creazione di una diga a Cochabamba che permetterà di irrigare migliaia di ettari di terreno e fornire alle popolazioni locali acqua potabile risolvendo il problema drammatico di alcune zone rurali. Il problema del Sud America non è tanto la povertà, quanto l'ingiustizia. Le risorse ci sono. La sinistra offre la possibilità di cambiare e modernizzare la gestione dello stato, spesso di stampo 'feudale' avviando riforme che garantiscano una redistribuzione della ricchezza. Permane un radicale antiamericanismo, che complica le relazioni internazionali, vista la contiguità geografica fra i due continenti. Fortunatamente negli Usa è avvenuta una forte critica verso le politiche degli anni '70 e '80, ammettendo gli errori che hanno portato l'affermarsi delle dittature dei regimi militari, sono le condizioni per un'apertura al dialogo. Il Venezuela, a dispetto di uno scontro con il Dipartimento di Stato, intrattiene buone relazioni con il Dipartimento del commercio, visto che gli Stati Uniti hanno bisogno del greggio, e Chavez di un compratore.


Luogo:

Roma

Autore:

Jacopo Paganelli

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