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Governo Italiano

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Data:

27/09/2006


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A volte, per esprimere il dolore, contano più i toni delle parole. E' Patrizia Sentinelli, viceministra degli Esteri ed esponente importante di Rifondazione comunista, che un gioco del caso (una visita ufficiale programmata da tempo) ha portato ieri a Kabul in coincidenza con l'attentato che ha colpito i soldati italiani, parla con voce affaticata. Lunghi silenzi di commozione. Della morte del caporalmaggiore Langella è stata informata appena scesa dalla scaletta dell'aereo. Così il programma è cambiato. E alle 18 la viceministra, comunista e pacifista, partecipava alla funzione funebre per il caporalmaggiore ucciso. «Un dolore profondo, mi creda».

D. Viceministra, lei era arrivata in Afghanistan per occuparsi di cooperazione civile.

R. «Guardi, sono al campo a esprimere tutto il mio cordoglio. Sono già andata all'ospedale dove sono ricoverati i due feriti più gravi, ma non me li hanno fatti vedere. Erano stati operati e ora sono in terapia intensiva. Esco ora dalla cerimonia religiosa per il caduto. Sì, è stata una giornata molto pesante».

D. Come li ha trovati, nella loro caserma di Kabul gli alpini italiani?

R. «C'è nell'aria molto dolore. Sa, nemmeno cinque giorni fa c'era stata un'altra vittima. Quella era una vicenda diversa. Un incidente stradale. Ma insomma, un altro giovane che muore... Mi rendo conto di essere finita dentro questo dolore. E ne soffro anch'io».

D. Lei, rappresentante di un partito che chiede il ritiro dall'Afghanistan...

R. «Non rinnego il senso della mia visita qui, e la ribadisco: in Afghanistan la cooperazione civile va rafforzata».

D. Scusi, Sentinelli, ma l'Afghanistan è un Paese dove gli stranieri li ammazzano. Come si fa a incrementare gli aiuti se prima non si creano le condizioni di sicurezza?

R. «Io dico che è bene che la popolazione afghana percepisca il nostro ruolo meglio di quanto accade oggi... La sicurezza più efficace arriva da come la gente ti percepisce. Dal riconoscimento che si stanno facendo interventi positivi. Che s'innalzano i diritti. Che si dà a tutti l'accesso all'acqua potabile. Che arrivano i farmaci».

D. E i militari?

R. «I soldati stanno svolgendo il compito che gli è stato assegnato e lo fanno bene. Non ho dubbi. Ho appena stretto le mani di questi giovani, dei loro ufficiali... Ma noi di Rifondazione sosteniamo che è opportuna una riflessione su queste missioni. Andrà fatta nella sede opportuna che non può essere altro che il Parlamento».


Luogo:

Roma

Autore:

Francesco Grignetti

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