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Governo Italiano

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Data:

01/11/2006


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Viceministra degli affari esteri, patrizia Sentinelli ha la delega per la cooperazione internazionale e l'Africa su-sahariana. Le abbiamo rivolto qualche domanda sulla missione della Direzione generale della cooperazione allo sviluppo in Darfur e sugli orientamenti futuri del suo ufficio.

D. Viceministra, come è maturata l'idea di mandare una missione di tecnici in Darfur? E' forse sotto processo l'operato di Barbara Contini?

R. Nel momento in cui abbiamo preso funzione, abbiamo esaminato i progetti portato avanti dalla cooperazione italiana in tutto il mondo. E' bene, quando ci siamo imbattuti nel Sudan, abbiamo riscontrato alcune cose che ci risultavano poco chiare. E' per questo che abbiamo disposto una missione esplorativa di tecnici. Vogliamo capire qual è la situazione sul terreno, che cosa si è fatto con i soldi dei contribuenti italiani. Adesso, siamo in attesa dei risultati. Se necessario, si farà anche un'altra missione.

D. che giudizio dà della commistione fra fondi pubblici e privati che si è venuta a creare in Darfur, in particolare sull'ospedale Avamposto 55 a Nyala.

R. non posso dare un giudizio preciso, perché non ha ancora visto le carte, non so quale è la percentuale dei conti pubblici e quale quella dei fondo provati che sono state nella struttura. La Direzione generale della cooperazione sta indagando. Darà un giudizio tecnico. A questo seguirà un giudizio politico.

D. Parte dei fondo della cooperazione italiana in darfur sono stati erogati all'International managment group (Img), di cui Barbara Contini risulta essere il responsabile paese per il Sudan. Quali sono i rapporti tra la Farnesina e l'Img?

R. l'Img è un organismo che aveva stretti rapporti con i precedenti vertici della Direzione Generale. Questa collaborazione è cosa del pasto.

D. Barbara Contini continua a dire pubblicamente che è stata inviata del Governo italiano fino alla metà di ottobre 2006. le risulta?

R. il mandato della dr.ssa Contini è venuto a scadenza al 31 dicembre 2005. da allora, non ha alcun coinvolgimenti diretto con il Ministero degli affari esteri.

D. dopo l'esperienza Contini, la cooperazione italiana continuerà a operare in Darfur.

R. Assolutamente si. Il nostro obiettivo è avere una mappatura chiara dello stato de progetti di cooperazione già attivati in modo da valutare i migliori interventi possibili nella regione e in tutto il Sudan. L'attenzione politica è testimoniata anche dal fatto che nel mio ultimo viaggio in Sudan ho potuto annunciare lo stanziamento di 7,5 milioni di euro in favore del Darfur che è stato deliberato ufficialmente nel corso dell'ultimo Comitato direzionale svoltosi in Farnesina il 9 ottobre scorso.


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