Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Intervista

Data:

11/12/2006


Intervista

«Nessuno stato d'allerta è stato dichiarato dall'Unifil, la forza Onu in Libano". Il Viceministro degli Esteri, Ugo Intini, non è allarmato dalle notizie che giungono da fonti israeliane su possibili attacchi da parte di Al Qaeda ai caschi blu. «La situazione - spiega - è sotto controllo».

D. I militari italiani in Libano hanno innalzato le misure dl sicurezza?

R.«No, non è necessario. Anche perché da tempo si parla di minacce di Al Qaeda. Sia D'Alema che io, in commissione in Parlamento, abbiamo sostenuto che il pericolo più concreto in Libano sono le possibili infiltrazioni di Al Qaeda attraverso i campi profughi. Questa non è una novità ».

D. Il primo ministro Siniora è in difficoltà, crede che resisterà alle pressioni di Hezbollah?

R.« Ho parlato con Siniora dopo i funerali di Pierre Jemayel, il giovane ministro dell'Industria, e mi ha detto che ha la ferma intenzione di resistere e di andare avanti ».

D. Eppure Hezbollah ha portato ieri in piazza un milione e mezzo di persone.

R.«Il Libano è un paese diviso in due e se si guarda ad un fronte o all'altro con facilità si porta mezzo paese in piazza, il che la dice lunga sulla dimensione delle divisioni. Tutto ciò si supera soltanto con degli accordi».

.

D. Non crede che in Libano ci possa essere un colpo dl stato?

R. «Tutti sanno che porterebbe solo alla guerra civile. E visto che i libanesi sono vaccinati contro la guerra civile, mi sembra una possibilità remota. Tutti sanno che la situazione in questo modo non potrebbe migliorare ».

D. Come è cambiato lo scenario in Libano dopo il voto della missione?

R. «E' sicuramente peggiorato. Mentre in Palestina è leggermente migliorato, tanto che sembra che ora ci siano le condizioni per un riavvio del negoziato. In generale credo che la situazione in Medio Oriente sia mutata e stia progressivamente migliorando.Tutte le crisi si tengono tra loro. La principale è quella palestinese, collegata a quella tra Siria e Israele. La chiave per affrontare queste crisi sta nella disponibilità a dialogare con tutti, con la Siria e con l'Iran.Il piano Beker propone proprio questo e oggi sembra che la strada del dialogo si stia aprendo ».

.

D. Qualora la situazione in Libano dovesse peggiorare come si muoverà il governo Italiano? Invierà altri uomini?

R. « Il nostro contingente militare è sufficiente per affrontare la situazione nel Libano del sud dove è dislocato ».

D. La forza Unifil non verrà rinforzata?

R. « Questa ipotesi allo stato attuale non è stata presa in considerazione. D'altronde anche i francesi ritengono che le forze siano sufficienti, anzi a loro avviso gli uomini presenti sono anche troppi».

D. La situazione è sotto controllo?

R. «Direi di sì. Al momento è stato spento un incendio e questo è un grande risultato.Però dobbiamo essere consapevoli del fatto che se peggiora la situazione in Palestina di conseguenza peggiora anche in Libano. Ora abbiamo aperto una finestra di opportunità che dobbiamo utilizzare»


Autore:

Elena Romanazzi

2916
 Valuta questo sito