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Governo Italiano

Intervista

Data:

15/01/2007


Intervista

D. Viceministro Intini, siete antiamericani?

R. «Noi abbiamo sostenuto che il rapporto Baker-Hamilton dava dei consigli condivisibili e saggi, Bush ha annunciato una strada opposta. Quindi è naturale che giudichiamo negativamente la sua scelta. Se questo significa essere antiamericani , lo sono anche i presidenti della Camera e del Senato americani, dove la maggioranza, compresa perfino una parte consistente del partito repubblicano, è stata molto critica nei confronti del piano Bush».

D. D'Alema sulle orme del Craxi di Sigonella?

R. «Siamo nella continuità storica con una politica perseguita dall'Italia da alcuni decenni, e abbandonata per cinque anni dal governo di Berlusconi».

D. Quale politica?

R. «Quella del perseguimento dell'unità dell'Europa innanzitutto. E non in contrapposizione agli Stati Uniti, ma alleata con loro. Un'alleata tale, però, da far sentire la sua voce e il suo consiglio. La missione in Libano è un esempio».

D. E Berlusconi dice che strizzate l'occhio a Hezbollah.

R. «Sempre nel solco di quella continuità, noi coltiviamo un rapporto al tempo stesso buono con Israele e con il mondo arabo. lo sto partendo per Israele e la Palestina: fra lunedì e mercoledì incontrerò Shimon Peres, alcuni parlamentari e i familiari dei soldati israeliani rapiti e Abu Mazen».

D. Quella del Cavaliere, allora, è solo una campagna ideologica?

R. «Mi sorprende la sua sprovvedutezza: continua a ripetere come un disco rotto uno schema che forse un anno fa poteva essere efficace sul piano della propaganda. Ma che oggi non funziona più, visto che la politica di Bush è criticata da quasi tutti: gli europei, il mondo arabo e la maggioranza dell'opinione pubblica e del parlamento americani».


Autore:

Federica Re David

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