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Governo Italiano

Intervista

Data:

25/03/2007


Intervista

Un pò si sbilancia, Bobo Craxi: “In questo momento siamo in vantaggio, superiamo il 50 per cento delle possibilità di portare a casa l'Expo”. Il sottosegretario agli Esteri (il governo lo ha delegato a seguire da vicino la pratica) domani parte per i Caraibi, e il suo compito è sempre lo stesso, come succede da qualche mese a questa parte: fare il piazzista del prodotto Milano, città che si candida a ospitare la grande esposizione universale del 2015. L'obiettivo sembra a portata di mano: Bisogna raggiungere quota 50, noi finora abbiamo avuto contatti diretti con una trentina di Paesi, e la stragrande maggioranza di questi è orientata a darci il voto”. Ma nulla è scontato: “Aspettiamo giugno, tra tre mesi il quadro sarà molto più chiaro”.

D. Come procede il lavoro, è soddisfatto?

R. “Sì, se si tiene conto che siamo partiti un pò in ritardo. Comunque vada, ho finalmente rivisto un certo efficientismo milanese, che ultimamente si era un po' perso”.

D. Merito del sindaco Moratti?

R. “Letizia in questo è bravissima, come quando ha dato la cittadinanza onoraria al presidente greco e lui si è commosso fino alle lacrime... Ma bisogna dire che stiamo facendo tutti un gran bel gioco di squadra: il Comune, la Provincia, la Regione e, naturalmente, il governo. In un certo senso siamo stati facilitati”.

D. Perché?

R. “Questa responsabilità mi è capitata un po' per caso, però non nascondo che nei contatti con i paesi africani e quelli dell'est europeo emergeva in modo chiaro il buon ricordo che i nostri interlocutori avevano della politica estera del governo Craxi. Mi ha fatto molto piacere”.

D. Ottimista?

R. “Se la decisione dipendesse solo dalla qualità del nostro progetto, avremmo già vinto. E un gran lavoro, anche al prossimo incontro in Suriname non ci presentiamo a mani vuote, per ottenere nuovi consensi”.

D. Nessun problema con il sindaco dopo l'annuncio della marcia per la sicurezza? Penati dice che può danneggiare l'immagine di Milano in vista della battaglia finale per l'Expo...

R. Come tutte le cose, anche questa passerà: non è una tragedia. Il problema esiste, ma la manifestazione è tutta politica, ed è per ragioni politiche che io non aderisco. Una cosa è certa: se si vince Milano cambia volto, come è successo ad Atene, Barcellona e Torino, che hanno ospitato grandi eventi sportivi. Sarà la fine della crisi che questa città ha cominciato nel 1992, con tangentopoli”.


Luogo:

Roma

Autore:

Rodolfo Sala

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