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Governo Italiano

Intervista

Data:

31/03/2007


Intervista

ROMA — «L'Italia ha titolo per chiedere l'intervento di un governo straniero per i propri cittadini. Sentiamo il dovere morale e umano di intervenire per il rilascio dell'interprete, ma la sua situazione è diversa da quella dì Mastrogiacomo» È cauto il viceministro degli Esteri Ugo Intini sulla possibilità di esercitare nuove pressioni sul governo di Kabul.

D. Vuol dire che non bisogna sollecitare il rilascio degli altri due detenuti?

R. «Io penso che debbano essere le autorità afghane a trovare una soluzione e in ogni caso questo deve avvenire nella massima riservatezza anche rispetto alle nostre relazioni diplomatiche».

D. Quindi lei rimane convinto che lo scambio dei prigionieri sia legittimo?

R. «In condizioni di guerra c'è sempre stato e in ogni caso l'Italia ha seguito il principio di salvare la vita dei suoi cittadini che si trovano all'estero».

D. A qualsiasi prezzo?

R. «E’ uno scotto che bisogna pagare e in questo caso a farlo è stato il governo afghano, anche perché noi non eravamo in condizione di soddisfare le richieste dei rapitori. Vorrei ricordare che persino Israele ha usato gli stessi metodi e lo ha fatto addirittura per ottenere i cadaveri dei sequestrati».

D. Quindi si dovrebbe fare anche per l'interprete?

R. «La vicenda è molto dolorosa, io sono certo che le autorità di Kabul sapranno trovare una soluzione. In ogni caso a noi era stato detto che anche lui era stato liberato insieme a Daniele».

D. Un inganno dei talebani?

R. «Non lo so, ma ritengo che in queste situazioni meno si parla e maggiori possono essere i risultati».

D. Berlusconi dice che la scelta di cedere ai talebani favorisce la caccia agli occidentali.

R. «Il suo è un argomento pretestuoso. Il suo governo ha sempre trattato e sinceramente non credo che la concessione di grosse somme di denaro provochi meno rischi. Ricordo che il Dipartimento di Stato americano ha affermato di essere sempre stato contrario alle concessioni e di averlo affermato anche quando era in carica il precedente esecutivo». F.Sar


Luogo:

Roma

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