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Governo Italiano

Intervista

Data:

05/04/2007


Intervista

“Per gli iracheni era essenziale giungere alla liberazione dei marinai prigionieri in Iran, inasprire i rapporti con Teheran avrebbe mandato all'aria le iniziative diplomatiche in corso. Dall'ottimismo dei dirigenti di Baghdad ho capito che la soluzione del caso era imminente. Il governo italiano farà il possibile per giungere alla restituzione del corpo di Enzo Baldoni”. E’ quanto afferma il viceministro degli Esteri Ugo Intini, di ritorno da Baghdad e Riyad.

D. Quale impressione ha tratto dagli incontri avuti a Baghdad?

R. “Ho parlato con il presidente Talabani,il ministro degli Esteri Zebari ed altri dirigenti e ho colto in loro un moderato ottimismo, insistono sulla necessità di accelerare l'addestramento delle forze di polizia perché, prima o poi, gli americani si ritireranno. Tuttavia non basta avere poliziotti ben preparati; sono consapevoli che sotto l'uniforme non vi debbono essere sentimenti e propositi settari”.

D. Dopo la liberazione dei 15 militari britannici aumentano le possibilità che l'Iran torni in gioco nella partita diplomatica che si gioca nella regione.

R.”In modo imprevisto anche in Iraq, che appariva il simbolo dell’unilateralismo, si sta aprendo la strada multilaterale. Si aprono, per la verità due sentieri: uno è economico ed è rappresentato dall'”Iraqi compact”, cioè dall'insieme dei Paesi che contribuiscono con i loro aiuti alla stabilizzazione del paese; l'altro e più strettamente politico e si è aperto a Baghdad con la conferenza del 10 marzo dove, per la prima volta, rappresentanti americani si sono seduti allo stesso tavolo con iraniani e siriani. L'obiettivo degli iracheni è di tenere il 23 e 24 aprile entrambe le conferenze, "l'Iraqi Compact"e la "Baghdad 2". L'iniziativa prevede la partecipazione dei ministri degli Esteri e, se l'iniziativa riesce, vedremo allo stesso tavolo Condoleezza Rice e i ministri degli Esteri siriano ed iraniano”.

D. Quale sarà in questo quadro il contributo italiano?

R. “L'Italia è un importante partner dell"'Iraqi Compact" anche perchè, assieme gli iracheni, è presidente di turno del Fondo Internazionale di finanziamento.La conferenza politica si allargherà ai membri del G8 e saremo presenti anche in questa veste. Le incertezze non mancano. La sede più accreditata per l'incontro e Kuwait City”.

D. A Baghdad lei ha intuito che la vicenda dei 15 marinai inglesi prigionieri in Iran si stava evolvendo positivamente..

R. “Il presidente iracheno Talabani ha personalmente scritto a quello iraniano.Gli iracheni avevano ben chiaro che la mancata soluzione della questione dei marinai avrebbe reso impossibile lo svolgimento delle due conferenze, a tutti era chiaro che l'inasprimento dei rapporti con l'Iran destabilizza gravemente l'Iraq. Il loro evidente ottimismo era la prova che una soluzione era imminente”.

D. La liberazione di un diplomatico iraniano in Iraq non appare casuale..

R. “Gli iracheni sanno certo di più su queste trattative, il fatto che fossero molto ottimisti faceva prevedere una soluzione positiva”.

D. Il corpo di Enzo Baldoni non è stato recuperato, la famiglia ne chiede la liberazione. A Baghdad ha parlato di questo?

R. “Il governo ha il dovere di farsi interprete di un'esigenza moralmente giusta e fortemente condivisa dall'opinione pubblica italiana. Faremo quanto è in nostro potere per giungere, se ciò è possibile, al recupero della salma di Baldoni”.


Autore:

Toni Fontana

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