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Governo Italiano

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Data:

10/04/2007


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Roma — «Dicendo che la speranza è "che Hamas possa evolversi", Romano Prodi ha espresso solo un auspicio. Su questo punto non ci debbono essere fraintendimenti». Per il sottosegretario agli Esteri, Gianni Vernetti (della Margherita e considerato tra i più vicini a Israele), le polemiche di questi giorni sono una forzatura e a chi accusa il centrosinistra di tenere una politica «ambigua» sul Medio Oriente risponde che «alla fine a contare sono i fatti».


D. E quali sarebbero questi «fatti»?
R. «Prodi è stato il primo leader occidentale a recarsi a Sderot, la cittadina israeliana colpita dai missili Qassam lanciati da Hamas. E il nostro sostegno al premier israeliano Olmert e al presidente palestinese Abu Mazen è pieno».

D. Ma non negherà che nel governo ci siano diverse sensibilità. Il ministro degli Esteri, D’Alema, aveva sostenuto la necessità di un dialogo con Hamas. Mentre Fassino è di tutt’altro avviso...
R. «La posizione del governo italiano è la stessa dell’Europa: prima di ogni apertura, Hamas deve riconoscere lo stato di Israele, rinunciare al terrorismo e rispettare gli accordi di pace già conclusi».

D. Ma la Knesset, il Parlamento israeliano, non ha apprezzato.
R. «La posizione di Prodi non è cambiata, l’obiettivo è quello di sempre: due popoli, due Stati. Anzi, due Stati e due democrazie, perché senza democrazia non c’è pace, come dimostra il colpo di Stato di giugno a Gaza di Hamas».

D. Non sarà che Prodi ha fatto quelle dichiarazioni per compiacere la sinistra radicale, notoriamente filopalestinese?
R. «No. Non credo».


Luogo:

Roma

Autore:

Gianna Fregonara

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