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Governo Italiano

Intervista

Data:

18/05/2007


Intervista

D. ITALIA bocciata senza appello. Siamo il Paese più avaro negli aiuti alla cooperazione. A leggere il rapporto di un istituto prestigioso come Concord non ci facciamo certo una bella figura...

R. «E vero, dobbiamo fare di più, molto di più», risponde Patrizia Sentinelli, sottosegretario agli Esteri con delega alla cooperazione e allo sviluppo. Parla da Nairobi, dove si trova in missione.

D. Sottosegretario, ma nel vostro programma di governo non vi eravate impegnati ad aumentare i fondi?

R. «E lo abbiamo fatto: il ministero degli Esteri è passato da 392 a 610 milioni di euro»

D. Ma non basta ancora...

R. «Vede ci sono due problemi: primo, negli anni precedenti i fondi per lo sviluppo erano stati praticamente cancellati; secondo, noi ci siamo impegnati a riportarli al livello degli altri paesi europei. Abbiamo fatto un passo avanti, ma lo dico io per prima, non basta ancora».

D. Nei mesi scorsi il ministro D'Alema aveva avuto qualcosa da ridire con il collega dell'Economia, il rigorosissimo Tommaso Padoa Schioppa. Lei che cosa ne pensa?

R. «Gli aiuti per la cooperazione e lo sviluppo in Italia vengono distribuiti per circa un terzo dal ministero degli Esteri e per i restanti due terzi da quello dell'Economia. Nei prossimi giorni vedrò Padoa Schioppa e dirò che bisogna assolutamente fare di più per i paesi poveri. Servono più soldi».

D. Pochi soldi e una disciplina antiquata, che risale addirittura al 1987. Il centrosinistra non potrebbe fare di più? Non credete che i vostri elettori se lo aspettino?

R. «Abbiamo predisposto una nuova disciplina che prevede tra l'altro un'Agenzia che gestirà in modo unitario i fondi. Il ministero degli Esteri e quello dell'Economia conferiranno i loro finanziamenti a un soggetto che gestirà il denaro in modo unitario. All'estero funziona già così».

D. Quali sarebbero i vantaggi di un'Agenzia? Non c'è il rischio di moltiplicare ulteriormente i soggetti responsabili?

R. «Al contrario, serve una programmazione degli interventi. E bisogna coordinare l'azione per evitare sperperi. E’ necessario avere un soggetto unico che gestisca il denaro e che coordini gli interventi. Così si otterrebbero maggiore efficienza e trasparenza delle operazioni. Il primo passo è il sito internet che abbiamo appena inaugurato: www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it. Chi lo visita può capire dove e come sono spesi i soldi destinati ai paesi poveri».

D. Ci sarà poi da convincere gli italiani, che hanno subito tagli di ogni genere, a spendere parte dei risparmi per il Terzo Mondo. Come farete?

R. «Con la prossima Finanziaria dovremo fare una campagna pubblica di informazione. I contribuenti devono sapere. E poi bisogna capire che aiutare le popolazioni in difficoltà è utile per loro, ma anche per noi. Non è più soltanto un problema etico, è anche una questione di convenienza. Se contribuiamo allo sviluppo dei paesi poveri, ovviamente riusciamo anche a intervenire sui flussi migratori».

D. Sottosegretario, allora è una promessa: l'Italia con la prossima Finanziaria sarà un po' meno "egoista"?

R. «Risaliremo la china, vedrete. Aiuteremo i paesi poveri, soprattutto l'Africa. Anche Prodi è convinto dell'importanza della cooperazione».


Luogo:

Roma

Autore:

F. SA.

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