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Governo Italiano

Intervista

Data:

30/06/2007


Intervista

La riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la moratoria della pena di morte e la questione del Darfur, sia sul piano degli aiuti umanitari che di una soluzione politica del conflitto, sono i principali temi degli incontri che il sottosegretario degli Esteri Vittorio "Bobo" Craxi ha avuto ad Accra, capitale del Ghana, al summit dei ministri degli Esteri africani.

D. Quali sono i rapporti dell’Italia con i Paesi africani?
R. «In generali buoni. L’Italia da tempo aderisce al Club di Parigi e anche nell’ultimo G8 si è spesa per rimettere il debito sottoscrivendo la cifra di quattro miliardi con gli altri partner. Il Continente africano ha un buon rapporto con noi. L’Italia non tende a trasformare i rapporti in influenza politica. Problemi ci sono con le ex colonie, Eritrea e Somalia che però sono anche le aree di crisi più accentuate del continente».

D. Al centro dei colloqui la riforma dei Consiglio di sicurezza. Qual’è la posizione africana rispetto alla proposta italiana?
R. «Tendono a volere almeno due membri permanenti dell’Unione africana nel consiglio ma questo non si scontra con la posizione italiana che vuole regionalizzare a rotazione la presenza dei membri del Consiglio di sicurezza. Il Comitato dei Dieci, ovvero i Paesi deputati dall’UA a formulare proposte per la riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: Sierra Leone, Algeria, Guinea Equatoriale, Kenia, Libia, Namibia, Repubblica del Congo, Senegal, Uganda e Zambia sono sostanzialmente predisposti verso la proposta italiana. Del resto è senz’altro la meno aggressiva e arrogante in quanto apre democraticamente il Consiglio a tutte le nazioni con egual diritto. Posizione certo non condivisa da Giappone, Brasile e Germania che chiedono con insistenza una poltrona per loro. Su questo punto c’è grande attivismo. Il presidente dell’Unione africana, Alpha Konarè mi ha assicurato l’impegno e la disponibilità dell’UA a sostenere il dossier italiano. In autunno la discussione entrerà nel vivo e l’unico rischio è che si voglia trovare una soluzione transitoria».

D. Ha parlato anche del Darfur...
R. «I miei interlocutori hanno ringraziato l’Italia e l’Ue per l’impegno. La nostra partecipazione è soprattutto economica. L’Italia sosterrà finanziariamente e umanitariamente la missione Onu-UA. La forza militare di caschi blu sarà fornita dai Paesi africani. Ho anche sottolineato l’impegno di avviare parallelamente alla missione militare e umanitaria una missione politica per avviare un negoziato per trovare una soluzione duratura».

D. Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri ha partecipato al vertice dei Paesi africani in Ghana, Paesi Africani ben disposti verso l’Italia e anche verso la proposta italiana sulla pena di morte.
R. «Ho trovato molti più punti di convergenza che in passato. Ci sono però problemi di politica interna che frenano un impegno più costruttivo. Così ho visto molta partecipazione a temi come i diritti umani, il clima. Temi in agenda del vertice dei ministri degli esteri africani. Grande importanza per i rapporti tra Africa e Italia avrà senz’altro la visita che il presidente Napolitano farà il prossimo 8 luglio in Ghana».


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