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Governo Italiano

Intervista

Data:

23/09/2007


Intervista

Roma. «Partiamo per New York con fiducia. Sappiamo bene che le insidie non mancano: l’adesione di 95 Paesi al nostro documento non è di per sé sufficiente a garantirci l’approvazione della moratoria sulle esecuzioni capitali. Ma il clima sembra più positivo rispetto al tentativo di qualche anno fa...». Bobo Craxi è il sottosegretario agli Esteri con la delega alle Nazioni Unite. A lui toccherà presidiare il Palazzo di Vetro per tutta la 62ma Assemblea generale, che comincerà domani. Una sessione nella quale il governo italiano giocherà di nuovo la partita della moratoria universale sulla pena di morte. Nel 1999 l’Italia non ebbe successo. Stavolta è riuscita a costruire una rete di alleanze in tutti i continenti e si è assicurata il sostegno unanime dell’Unione europea. Resta la freddezza, se non l’ostilità, di grandi potenze come Usa, Russia, Cina. E sono proprio queste le principali incognite. L’Assemblea voterà sulla moratoria ai primi di dicembre, dopo il voto della terza commissione, quella sui diritti umani. Domani, per la seduta inaugurale, saranno a New York anche Romano Prodi e Massimo D’Alema.

D. Onorevole Craxi, come supererete il dissenso di Stati Uniti, Russia e Cina?
R.«Nell’Assemblea dell’Onu vige la regola uno Stato, un voto. E’ la particolarità, se si vuole la straordinarietà, di quel consesso. Naturalmente sarebbe stupido sottovalutare il potere di influenza dei grandi Paesi. Ma non si avverte l’ostilità del passato. Almeno non ovunque. Qualcosa sta mutando nell’approccio al tema dei diritti umani. Se si invocano i diritti umani per ottenere solidarietà in particolari circostanze, poi non si può opporre un rifiuto assoluto a chi li evoca per tutelare l’integrità dell’uomo, ad esempio davanti alla pena capitale».

D: Non rischia un’eventuale moratoria delle esecuzioni capitali di restare lettera morta in molti Paesi?  E non rischia così anche l`Onu di apparire inefficace, inutile?
R. «Innanzitutto la moratoria va approvata. E la strada è ancora lunga e piena di ostacoli. Riguardo all’Onu, comunque, mi pare che gli ultimi anni hanno dimostrato anche alle grandi potenze quanto ci sia bisogno di un diritto e di un’autorità sovranazionale.
L’unilateralismo è fallito. Ma anche chi non ne è pienamente convinto, reclama comunque in molti campi un multilateralismo funzionante. Oggi screditare l’Onu non conviene a nessuno».

D. I radicali hanno criticato la scelta del governo di affidarsi allo sponsor dell’Ue. Cosa risponde?
R. «Che l’Italia c’è. E non ha fatto alcun passo indietro. Peraltro la contestazione varrebbe se il tentativo italiano di ottenere il sostegno unanime dei Paesi europei fosse fallito. Ora invece la moratoria è una proposta di tutta l’Europa. E’ questo un punto di forza, non di debolezza. Non dimentichiamo che il precedente tentativo italiano fallì anche perché alcuni Paesi contrari alla pena di morte, come i Paesi scandinavi, si opposero alla moratoria considerandola un obiettivo minimale».


Luogo:

Roma

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