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Governo Italiano

Intervista

Data:

27/09/2007


Intervista

«L’Italia non starà a guardare. Il regime birmano deve interrompere immediatamente ogni tipo di violenza e dialogare con i monaci. Altrimenti inaspriremo le sanzioni». Suona decisa al telefono la voce di Gianni Vernetti, sottosegretario agli Esteri con la delega per l’Asia, in questi giorni a New York per la 62 ° assemblea generale delle Nazioni Unite. «La situazione sta peggiorando  - dice -. Oggi ci sono stati morti in piazza. Il Consiglio di Sicurezza che si riunirà stasera (ieri notte n.d.r.) deve varare una risoluzione di condanna. Questa volta Cina e Russia non possono tirarsi indietro. Noi ci aspettiamo un voto senza riserve».

D. Mosca, però, ha già definito la situazione nel Myanmar «un affare interno».
R. «Spero che di fronte ai fatti di oggi la Russia comprenda come quel regime militare non possa in alcun modo essere salvaguardato. E lo stesso vale per Pechino. Sono stati questi due Paesi a bloccare, qualche mese fa, una risoluzione di condanna della Birmania all’Onu. Un’occasione persa, purtroppo».

D. E se non riuscirete a convincerli?
R. «C`è`sempre la strada dell’Unione Europea. Per domani (oggi n.d.r.) è convocata una riunione d’emergenza dei Paesi membri. Potremo varare un inasprimento delle sanzioni. Per esempio bloccare le importazioni di legno pregiato birmano, vietare il rilascio dei visti a chi compone la giunta militare, chiedere alle aziende europee di non investire nel Myanmar».

D. Come avete intenzione di sostenere l’opposizione?
R. «Sia con aiuti economici che con il sostegno politico. Stasera (ieri notte in Italia n.d.r.) incontrerò il primo ministro del governo birmano in esilio Sein Win. Ricordo che nel 1990 la Lega Nazionale per la Democrazia ha vinto le elezioni con il 64% dei voti».

D. Che notizie ci sono di Aung San Suu Kyi?
R. «Per ora nessuna. Abbiamo chiesto al regime birmano di farci sapere se è stata rinchiusa in un carcere e chiesto che sia rimessa in libertà. Il nostro ambasciatore a Yangon dovrebbe darci notizie presto».


Autore:

Monica Ricci Sargentini

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