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Governo Italiano

Dettaglio articolo

Data:

10/11/2007


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Ho letto con grande attenzione la lettera aperta firmata da Don Ciotti e altri indirizzata alla ministra Bonino sul caso Thailandia/ Sanofi Aventis, che alimenta anche in Italia un utile dibattito pubblico peraltro già in corso in altri paesi europei. Ha risposto già la ministra Bonino, ma avendo l’oggetto della lettera uno stretto legame con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, al centro della mia delega governativa, vorrei portare un ulteriore contributo. Esprimo apprezzamento per le considerazioni esposte ma anche per l’impegno nella concreta diffusione della salute nel mondo. Il tema sollevato è molto importante anche perché, nonostante abbiamo superato la metà del percorso per il raggiungimento degli impegni sanciti dalle Nazioni unite di tali Obiettivi, siamo ancora colpevolmente lontani dalla loro effettiva realizzazione.
Dobbiamo ricordare, infatti, che gli Obiettivi del Millennio ci impegnano, tra le altre cose, a invertire la tendenza sulle grandi malattie, a fermare la propagazione dell’Hiv/Aids, a ridurre di due terzi la mortalità dei bambini sotto i cinque anni e di tre quarti la mortalità materna. Stiamo sostenendo nella cooperazione internazionale italiana le strategie più efficaci per raggiungere o almeno per avvicinarci a questi impegni. La lotta alla povertà ci parla infatti di una strada impervia perché sono ancora 854 milioni le persone che soffrono la fame mentre due miliardi e mezzo non hanno accesso a servizi igienici con gravi conseguenze sanitarie. Per questo, mettere in piedi una strategia efficace significa essere capaci di agire con i paesi partner della cooperazione italiana sul fronte della tutela della salute in senso ampio, mettendo con forza tra le nostre priorità il sostegno ai sistemi sanitari nazionali, il loro rafforzamento, l’ampliamento dell’accessibilità degli stessi da parte delle popolazioni più povere e dei gruppi più vulnerabili. Questo è per me uno dei modi migliori di intervenire, che deve portare tra l’altro al superamento di azioni sanitarie frammentate e frammentarie. Questo ci viene richiesto anche da molte organizzazioni non governative, del nostro come di altri paesi, quando evidenziano la necessità di superare gli approcci verticali legati alle singole malattie e di puntare sull’accesso ai servizi di base ed ai farmaci.
Per fare questo è oltremodo importante il sostegno ai paesi come la Thailandía e Brasile che, utilizzando le flessibilità consentite dalle norme internazionali sulla proprietà intellettuale (Trips), hanno emesso licenze obbligatorie per produrre farmaci essenziali al fine di aumentarne significativamente la possibilità di acquisto da parte delle fasce più povere della popolazione.
Ritengo dunque un bene che la Thailandia, come altri paesi, possa utilizzare al massimo le flessibilità esistenti, producendo farmaci per usi non commerciali e dando sostanza a quelle dichiarazioni di impegno che si vanno delineando anche in Europa, negli interventi di alcuni governi e nel Parlamento europeo. Continuerò a portare avanti questa posizione nelle priorità della cooperazione internazionale assunte per il prossimo triennio.

Luogo:

Roma

Autore:

Patrizia Sentinelli

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