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Governo Italiano

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Data:

16/11/2007


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L’approvazione della risoluzione per la moratoria sulla pena di morte nella commissione Onu per i diritti umani è un grande successo del governo italiano, reso possibile anche dalla forte coesione che sulla questione ha mostrato il nostro parlamento. Per arrivare a questo risultato il governo ha svolto un’ intensa azione diplomatica durata più di un anno e si è mosso su più fronti, a partire da quello dell’Unione europea. Nel Consiglio Affari Generali dell’Ue del giugno scorso l’Italia è riuscita a convincere tutti i paesi membri a sostenere, insieme, la risoluzione. E su questo a noi e all’allora presidenza tedesca è stato dato un mandato preciso.
Ma la vera chiave di volta è stata la costruzione di una coalizione pro moratoria di tutti i cinque continenti. Con grandi novità rispetto al passato. A questo proposito è sufficiente pensare a paesi asiatici come le Filippine, Timor Est o al Kazakistan, che fino a pochi anni fa mantenevano le esecuzioni capitali ma che hanno cambiato il loro ordinamento e ci hanno permesso di allargare il fronte del sì. O a stati africani come il Senegal e il Gabon. Come il Rwanda, che dopo il genocidio ha eliminato la pena di morte dalla sua costituzione. O ancora, come il Cile e l’Argentina in Sudamerica. E nel mondo arabo abbiamo visto emergere alcuni segnali positivi, con l’Algeria e il Marocco che hanno incrinato la compattezza di quest’area geografica a favore delle esecuzioni capitali.
Io credo che il voto di ieri scriva una pagina storica del diritto internazionale e ritengo che, anche se non si tratta di uno strumento formalmente vincolante, questa risoluzione costituirà una formidabile arma di dissuasione politica e morale verso quei paesi che ancora mantengono la pena capitale. Penso agli Usa, dove sulla moratoria sta prendendo forma un dibattito molto acceso, o alla Cina, che di recente ha avocato alla Corte suprema la decisione finale sulle esecuzioni, fino a ieri nelle mani dei piccoli tribunali locali.
Il traguardo raggiunto ci dice che molto lavoro è stato fatto. Ora, in vista della prossima Assemblea generale dobbiamo puntare a consolidare ulteriormente la coalizione dei favorevoli. Anche solo di qualche voto. Un obiettivo possibile.

Luogo:

Roma

Autore:

Gianni Vernetti

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