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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

29/11/2007


Dettaglio intervista

D. Pensa che l’avvento al potere di Nicolas Sarkozy produrrà degli effetti particolari sui rapporti tra l’Italia e la Francia? Di quale tipo? Il dinamismo e la determinazione del leader francese possono costituire un atout per una migliore intesa con l’Italia e più in generale per il decollo di un’Europa più compatta?

R. Il quadro delle relazioni tra l’Italia e la Francia è ottimo e mi sembra che il Presidente Sarkozy abbia sin dall’inizio del suo mandato voluto dare un’impronta di grande collaborazione con l’Italia, rilanciando la cooperazione fra i due Paesi in vari settori. Ad esempio l’alta tecnologia e, in modo particolare, i temi mediterranei. Direi che proprio la cooperazione nel Mediterraneo ci consente di riequilibrare l’asse degli interessi dell’Europa, per diversi anni rivolti, anche comprensibilmente, verso il nord e verso l’est a causa del processo di allargamento.
Il Vertice italo-francese di Nizza del 30 novembre, si colloca dunque in questa fase di sviluppo, e sono fiducioso nella determinazione del Presidente francese a contribuire al rilancio di un impegno comune dei due Paesi anche nel quadro dell’ Unione Europea.
A questo proposito, l’elezione di Sarkozy ha a mio avviso rimesso in movimento la Francia come un grande Paese deciso a lavorare per l’Europa e il rafforzamento delle istituzioni europee, obiettivo che condividiamo pienamente.
 
D.     L’Unione Mediterranea si pone come uno dei temi obbligati nel quadro degli incontri di Nizza: quali riflessi potrebbe avere quest’idea, e in quale direzione?

R. L’ Italia è in linea di principio favorevole alla proposta, e sta collaborando con la Francia.  Addirittura è stato costituito un gruppo di lavoro per definire meglio i contorni di quest’idea.
Riteniamo da parte nostra essenziale che l’ iniziativa sia condivisa dai paesi della sponda sud, che anche in questa fase preparatoria vanno coinvolti. Occorre inoltre dare concretezza al progetto, ed a questo fine è indispensabile il coinvolgimento dell’ Unione Europea, perché una politica mediterranea  che non coinvolgesse l’ Ue rischierebbe di essere monca e debole. E’ senz’altro una buona idea lavorare in settori strategici come quello dello sviluppo sostenibile, del dialogo interculturale, della crescita economica e della sicurezza, al fine di consolidare un rapporto stabile tra le due sponde del Mediterraneo, legato non solo a obiettivi contingenti ma a una collaborazione politica di lungo periodo. Sono altrettanto convinto che bisogna prendere le mosse dai fori esistenti, a cominciare dal Dialogo “5+5”, eventualmente allargato ad altri Paesi.  
Comunque, ho fiducia che riusciremo a mettere a punto insieme un progetto concreto, condiviso, ed anche ragionevolmente ambizioso.

D.    Medioriente: l’iniziativa a 3 in Libano procede secondo gli auspici desiderati? Quali previsioni si possono fare sulla conferenza del 17 dicembre prossimo a Parigi sulla Palestina?

R. Il lavoro compiuto nel corso delle missioni che ho effettuato in Libano insieme con il Ministro Kouchner ed il Ministro Moratinos è stato certamente importante, ma non è ancora terminato. La situazione rimane delicata e tesa. E’ del tutto evidente che sarebbe stata preferibile l’elezione del Presidente nei tempi previsti dalla Costituzione e, soprattutto, prima della Conferenza di Annapolis sul Medio Oriente.
Non si può stabilizzare il Medio Oriente senza un Libano stabilizzato. Per questo ritengo che la Troika deve restare vicina al Paese e, nel pieno rispetto della sovranità, autonomia ed indipendenza del Libano, deve continuare ad incoraggiare tutte le forze politiche libanesi ad uscire dall’impasse politica ed a riprendere il cammino dello sviluppo economico e sociale.
Per quanto riguarda la Conferenza dei Donatori per i Territori Palestinesi, mi limito a ricordare che l’ Italia è stata pioniera nel sostenere con forza l’idea che non si può costruire una pace solida e duratura in Medio Oriente se non si scongiura una catastrofe economica ed umanitaria nei Territori e non si gettano le basi dello sviluppo economico di quello che dovrà essere il futuro Stato palestinese. Un’ idea sulla quale tutta la comunità internazionale si dice ora d’ accordo, anche se, mi lasci dire, non raccoglieva consensi proprio unanimi allorchè l’ Italia la promuoveva con convinzione in tutti i fori.
Il Governo Fayyad sta lavorando ad un programma triennale di riforme e di sviluppo: credo che i donatori debbano mobilitarsi per fornirgli gli strumenti utili per attuare sin da subito quanto meno le parti essenziali di quel programma, affinché possa rapidamente e concretamente migliorare la vita quotidiana dei palestinesi. Anche l’ Italia farà la sua parte.

D.     In Costa Azzurra risiedono decine di migliaia di Italiani, molto legati sentimentalmente al territorio d’origine loro o dei loro genitori. Che messaggio intende inviare a questa comunità che ci rappresenta in Francia?

R. La Costa Azzurra è certamente una regione legata all'Italia da profondi vincoli storici, culturali, economici, oltre che, ovviamente, dalla vicinanza geografica. E' sufficiente passeggiare per qualche ora per le vie di Nizza o in qualche villaggio della Costa Azzurra per "sentire" questa vicinanza con il nostro Paese e percepire un'aria comune. Non è certo casuale, peraltro, che il vertice italo- francese si svolga proprio a Nizza, nel bicentenario della nascita di Garibaldi.
Non solo la Costa Azzurra, ma l'intera Francia Meridionale, dopo avere accolto consistenti ondate migratorie dall'Italia, registra oggi un numero significativo di discendenti di seconda, terza e quarta generazione, ben inseriti nella società locale, spesso in posizioni di spicco. Penso ai tanti doppi cittadini, ed anche a chi ha solo la cittadinanza francese, e  riscopre con entusiasmo le proprie origini, contribuendo a valorizzare l'immagine del nostro Paese.
Alla presenza dei tanti italiani e  discendenti corrisponde un’attività istituzionale italiana importante: due Consolati Generali, a Nizza e a Marsiglia, un Istituto di Cultura, e due Camere di Commercio che associano l'imprenditoria italiana e francese mantenendo un fruttuoso dialogo con le Autorità locali.
Questa comunità apporta un rilevante contributo al dinamismo del rapporto bilaterale italo-francese. Si può anzi dire che buona parte della forza di questo rapporto, storicamente preferenziale, si fonda su una fitta rete di concreti interessi condivisi, diffuse interrelazioni, comuni percezioni psicologiche e culturali della cui tessitura gli italiani nella Francia Meridionale sono protagonisti essenziali.
Il messaggio che vorrei indirizzare ai connazionali è quindi un richiamo alla consapevolezza di questo importantissimo ruolo, nonché l'invito a mantenere ben salde le loro radici, in un contesto di crescente apertura e integrazione fra Italia e Francia nella comune casa europea.


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