Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio Intervista

Data:

28/12/2007


Dettaglio Intervista

«L’attentato a Benazir Bhutto è un fatto gravissimo: il governo pachistano dovrà subito fare chiarezza sull’accaduto». Cosi il sottosegretario agli esteri Gianni Vernetti, commentando il «terribile» omicidio dell’ex premier pachistana, auspica che «il cammino verso la democrazia non si fermi», che le elezioni si svolgano regolarmente e che il paese resti un alleato nella lotta al terrorismo».

D. Onorevole Vernetti, cosa prova in questo momento drammatico?
R. «Quanto è accaduto oggi (ieri, ndr) è un fatto terribile. La Bhutto, con la quale avevo parlato tre settimane fa, era una donna di grandissimo coraggio, laica, che aveva deciso di tornare nel suo paese con un obiettivo: riportare il Pakistan nel solco della democrazia. In tutti questi giorni, lei aveva ripetutamente annunciato, durante la sua campagna elettorale, che avrebbe duramente combattuto al Qaeda e il terrorismo jihadista. Oggi quello che preoccupa molto il governo italiano, è come sia stato possibile non garantire la sua incolumità e la sua sicurezza. E già preoccupava l’attentato di Karachi del 18 ottobre, che ha provocato 150 morti. Chiediamo quindi immediati chiarimenti, ma non per questo la politica del governo italiano nei confronti del Pakistan cambierà. Pensiamo che il paese debba essere coinvolto dalla comunità internazionale, dall’Europa e dagli Stati Uniti, nella lotta al terrorismo: è fondamentale per la stabilizzazione dell’Afghanistan. Certo, quanto accaduto apre una situazione di grandissimo rischio».

D. Basteranno gli appelli alla pace e gli inviti alla calma che stanno giungendo da più parti, a cominciare dallo stesso generale Musharraf?
R. «Speriamo di sì, perché è difficile sperare di stabilizzare l’Afghanistan senza avere un Pakistan coinvolto dall’occidente. E la Bhutto sarebbe stato un ottimo primo ministro, in grado di fare tutto questo. Ora auspichiamo che le elezioni non vengano rinviate, che si continui sulla strada intrapresa della democrazia. Che si faccia chiarezza su questo attentato e sul perché non sono state fornite adeguate garanzie alla Bhutto e, soprattutto, che non si interrompa il processo democratico».

D. È possibile ragionare già sugli scenari futuri?
R. «Difficile, ma certo è che questo attentato ci dice che la lotta al terrorismo jihadista non è finita e che il Pakistan è nostro alleato in questa battaglia».

D. Gli eventi in programma per i prossimi mesi subiranno cambiamenti?
R. « Dopo le elezioni dell’8 gennaio, è prevista per fine febbraio la conferenza regionale sulla ricostruzione dell’Afghanistan. Speriamo che venga confermata, perché è un appuntamento importante per fare il punto sugli aiuti, la ricostruzione economica e il coinvolgimento dei paesi nella regione».


Luogo:

Roma

Autore:

Valentina Longo

7554
 Valuta questo sito