Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

14/01/2008


Dettaglio intervista

Con il 2008, la Farnesina punta alla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare, una misura necessaria "per garantire una maggiore accessibilità, affidabilità ed efficienza degli uffici", ma che richiede "una complessiva riorganizzazione dei processi". Il tutto, "a fronte di risorse decrescenti per il comparto pubblico". Ne abbiamo parlato con l'Ambasciatore Giampiero Massolo, dallo scorso mese di luglio Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri.

D. Da tempo viene ribadita la necessità di una riorganizzazione della rete diplomatico-consolare. Quali sono, a Suo parere, le maggiori urgenze in questo senso?
R. L'avvio di una ristrutturazione della rete diplomatico-consolare alla luce dell'attuale contesto geopolitico è stato disposto con la Legge Finanziaria 2007, al fine di razionalizzare i costi di funzionamento del Ministero. Sono state pertanto attuate o programmate alcune misure di razionalizzazione, da concludere entro il 2008, consistenti per la maggior parte in accorpamenti di uffici come Bastia, Il Cairo, Lipsia, e più avanti Bedford, Edmonton, Esch-sur-Alzette, Innsbruck, con sedi vicine e di maggiori dimensioni. Da tali misure sono attesi in parte risparmi per l'erario ed in parte risorse per l'apertura di nuove sedi, quali un'Ambasciata in Moldova e un Consolato Generale a Mosca, dove la nostra Ambasciata emette oggi circa 250.000 visti l'anno.
Si tratta di misure rilevanti, ma che non risolvono la natura strutturale dei problemi di funzionamento della rete. Ci troviamo infatti oggi di fronte ad una duplice sfida. Siamo chiamati, da un lato, a svolgere con crescente efficacia il ruolo di snodo centrale della proiezione esterna del Paese che è proprio della Farnesina, offrendo, attraverso la rete diplomatico-consolare, servizi sempre più diversificati e completi ai cittadini ed alle imprese. Dall'altro, a fronte di risorse decrescenti per il comparto pubblico, dobbiamo ricercare una sempre migliore qualità della spesa.
Per poter raggiungere tali obiettivi senza modificare l'assetto della rete all'estero abbiamo posto allo studio misure di ulteriore ottimizzazione delle risorse esistenti. Di queste ultime, tuttavia, sarebbe necessario fin d'ora un adeguato incremento. Con dotazioni finanziarie e di personale invariate, come appare invece più realistico ipotizzare nell'attuale contesto della spesa, non possiamo non porci seriamente il problema di concentrare le risorse su un numero di uffici minore, ma rafforzato nella qualità dei servizi.  Ne deriva l'esigenza di dare corso ad un'opera di razionalizzazione che possa garantire al tempo stesso una maggiore accessibilità, affidabilità ed efficienza degli uffici, in modo da compensare gli eventuali costi per l'utenza, rappresentati dalla maggiore distanza degli uffici stessi. È un traguardo raggiungibile, ma per il quale è necessaria una complessiva riorganizzazione dei processi, intesa come semplificazione e snellimento delle procedure, un più ampio impiego delle tecnologie informatiche ed il potenziamento della comunicazione istituzionale.  Su tali tematiche è stato avviato un approfondito dialogo in sede parlamentare.

D. In questo quadro, quali specifiche innovazioni sono previste nel settore consolare?
R. Le iniziative che stiamo adottando per garantire servizi consolari più adeguati alle mutate esigenze dell'utenza muovono da un'importante innovazione sul piano tecnico. Si tratta della realizzazione di una piattaforma integrata delle procedure di lavoro relative ai servizi offerti agli Italiani all'estero dagli uffici consolari, quali l'anagrafe consolare, il passaporto elettronico, i sistemi contabilità attiva. Il nuovo Sistema integrato delle funzioni consolari, denominato SIFC, è in via di predisposizione ed entrerà a regime entro il 2008.  Con l'adozione del SIFC si creeranno le condizioni per importanti sviluppi successivi, per i quali stiamo già elaborando progetti e programmando attività, compreso l'avvio della sperimentazione per l'erogazione ai cittadini di servizi consolari on line. Quest'ultimo è evidentemente un obiettivo di grande importanza all'interno della strategia complessiva che ho delineato. Se ne stanno attualmente approfondendo tutte le possibilità a breve e medio termine, alla luce della normativa vigente e delle tecnologie disponibili.

D. Nel corso dell'ultima Riunione dei Segretari Generali dei Ministeri degli Esteri dei Paesi dell'UE, da Lei presieduta a Roma, tra i temi in agenda vi era un confronto sulle modalità per sviluppare un approccio sistemico e coerente alla diplomazia economica e culturale, che coinvolga la rete diplomatico-consolare, le amministrazioni pubbliche e il settore privato. Che cosa comporterebbe?
R. Abbiamo ritenuto utile promuovere una riflessione con i partners europei su problematiche che sapevamo essere comuni a tutti, come quello di aprire il Ministero ad un dialogo organico con le varie componenti della società e della pubblica amministrazione. L'obiettivo che tutti i Ministeri degli Esteri si pongono, con diverse sfumature in dipendenza dai diversi contesti nazionali, è quello di coinvolgere il mondo delle imprese, della cultura, insieme alle altre amministrazioni dello Stato e delle autonomie, la stessa società civile, nell'identificazione degli interessi, nell'elaborazione delle strategie e nell'azione concreta. Grazie alla rete di uffici all'estero, il Ministero degli Esteri è chiamato a svolgere un ruolo centrale ed insostituibile nel guidare ed accompagnare tali processi. Non possiamo pensare, oggi, che il Paese, nelle sue diverse componenti, e le amministrazioni pubbliche si muovano isolatamente sulla scena internazionale. I processi di globalizzazione non lo consentono più.
Con i colleghi europei abbiamo constatato l'esigenza condivisa di una collaborazione strutturata ed organica con le altre amministrazioni,  il mondo delle imprese e della cultura. Ciò ha portato all'individuazione di aree di possibile intensificata cooperazione tra i Ministeri degli Esteri europei per scambiare idee (una "banca delle idee") e best practices basate sulle rispettive esperienze ed iniziative.

D. Quali sono le iniziative intraprese dalla Farnesina in proposito?
R. Intendiamo mettere a profitto il patrimonio rappresentato dalla pluralità dei soggetti nazionali, pubblici e privati, interessati alle relazioni con l'estero, attivando sinergie per fornire quel valore aggiunto di coerenza che è l'essenza della "centralità" della Farnesina.
Per far questo, con la legge finanziaria in corso abbiamo previsto la possibilità di una presenza temporanea di esperti di altre Amministrazioni nelle sedi diplomatiche e consolari, anche a carico delle Amministrazioni di provenienza, per le professionalità non presenti al Ministero e per esigenze che non sono proprie del Ministero degli Esteri ma delle strutture invianti. In secondo luogo, stiamo valorizzando la rete dei consiglieri diplomatici presenti presso altre Amministrazioni dello Stato e locali, oltre che presso alcune importanti realtà del settore privato. È stato da ultimo creato alla Farnesina un gruppo di lavoro "Sistema Paese", che si riunirà all'inizio del prossimo anno, aperto alla partecipazione di altre Amministrazioni centrali e territoriali, e soggetti pubblici e privati interessati alle tematiche che di volta in volta saranno affrontate, in campo economico, tecnologico, culturale, socio-migratorio.


Luogo:

Roma

Autore:

Domenico Calabria

7582
 Valuta questo sito