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Governo Italiano

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Data:

30/01/2008


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Quando fu eletto, nel 2002, già sapevo per lunga frequentazione e amicizia  che l’azione politica di Lula sarebbe stata caratterizzata insieme da una forte componente ideale e riformista e da un efficace e prudente pragmatismo. Il mondo economico e finanziario, non solo brasiliano, riconobbe subito che il nuovo presidente adottava politiche economiche ispirate al rigoroso controllo dell’inflazione (il vero flagello delle classi povere), al risanamento del bilancio e a un’azione decisa per migliorare le condizioni di vita dei ceti più svantaggiati. Oggi la situazione appare più favorevole, con una crescita economica intorno al 5%, 45 miliardi di dollari di attivo della bilancia commerciale, 35 miliardi di dollari di investimenti esteri nel 2007 e un rapporto debito-Pil del 42%. Forse per la prima volta, grazie anche a un contesto internazionale favorevole, la prospettiva è una crescita solida, diffusa, durevole. Certo, permane la disuguaglianza sociale, l’illegalità.
Ma la popolarità del presidente è alta, e questo è fondamentale per le politiche strutturali. Anche riguardo al problema di coniugare sviluppo ed ecologia il Brasile sta compiendo un percorso originale e coraggioso. E’ all’avanguardia per l’energia rinnovabile, il primo produttore di biocombustibili con un migliore controllo della deforestazione. E’ inoltre ampiamente inserito tra i Paesi per cui l’anima verde è obiettivo di politica economica.

Luogo:

Roma

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