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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

30/03/2008


Dettaglio intervista

Al vertice di Brdo, l’Italia era rappresentata dal sottosegretario agli Esteri con delega per l’Europa, Famiano Crucianelli. L’Unità lo ha intervistato al termine dei lavori.

D. L’Europa ha raccolto l’accorato appello lanciato dal Dalai Lama?
R. «Direi proprio di sì. La nota positiva emersa dalla riunione di Brdo è che l’Europa ha trovato una posizione politica comune che, considerando le premesse, non era affatto scontato. Questo è un fatto importante perché la possibilità di incidere si ha non se ogni singolo Paese va per conto suo ma solo se si riesce ad avere una iniziativa comune. La posizione che l’Europa ha preso oggi (ieri per chi legge, ndr.) riflette anche il cuore della nostra posizione politica».

D. Vale a dire?
R. «Oggi è il momento di porre al centro il dialogo politico tra le autorità cinesi, i tibetani e lo stesso Dalai Lama. Questo viene detto in modo molto chiaro nel documento conclusivo del vertice di Brdo, e contestualmente si afferma la necessità che si ponga fine alla violenza e che le persone arrestate siano trattate conformemente agli standard internazionali. La riunione dei ministri degli Esteri della Ue ha chiesto che vi sia un costruttivo dialogo anche a partire dalle posizioni espresse con chiarezza dal Dalai Lama, ovvero il rifiuto della violenza e dell’indipendenza del Tibet, e questo dialogo dovrà portare all’affermazione dei diritti fondamentali della minoranza tibetana, che sono diritti in rapporto alla lingua, alla cultura, all’identità religiosa dei popolo tibetano; diritti che non minacciano l’integrità statuale della Repubblica popolare cinese».

D. Nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha evocato un gesto politicamente forte da parte dell’Europa: invitare a Bruxelles il Dalai Lama. È una proposta ancora sul tappeto?
R. «Direi proprio di sì. Il documento finale approvato a Brdo è un appello politico. Nei prossimi giorni bisognerà discutere le iniziative concrete che dovranno accompagnare questo appello. Al vertice, io ho rappresentato la posizione italiana che è quella di ipotizzare una missione politicamente autorevole dell’Unione europea a Pechino, e allo stesso tempo, ho sottolineato l’importanza dell’invito a Bruxelles al Dalai Lama rivolto dal presidente dell’Europarlamento. Penso che l’iniziativa di Poettering raccolga la proposta avanzata dal ministro D’Alema».

D. Molto si discute e si polemizza sulla eventualità di un boicottaggio dei Giochi olimpici in programma ad agosto a Pechino in segno di protesta per la repressione cinese in Tibet. Qual’è in merito la sua opinione?
R. «Vi è stata e vi è ancora una grande confusione su questo capitolo, che era e resta un terreno minato, perché non è affatto chiaro che cosa in realtà s’intenda. Ma voglio anche dire che se il boicottaggio delle Olimpiadi dovesse entrare nell’ordine delle cose possibili, questo sarebbe, a mio avviso, un fatto di estrema gravità, una vera e propria catastrofe, in primo luogo per il popolo tibetano, e non è un caso che il Dalai Lama abbia escluso reiteratamente questa possibilità; ma il boicottaggio sarà anche una catastrofe per l’evoluzione stessa della Cina, questione che dovrebbe stare a cuore a tutti. E infine, sarebbe una catastrofe per gli stessi Giochi olimpici, che diventerebbe un campo di battaglia che finirebbe per compromettere il valore universale delle Olimpiadi. In questa chiave, è importante che il documento finale di Brdo non contenga alcun riferimento al boicottaggio dei Giochi olimpici».


Luogo:

Roma

Autore:

u.d.g.

7809
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