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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

17/05/2008


Dettaglio intervista

Alfredo Mantica, fresco di nomina come sottosegretario agli esteri, la liquida come «una battuta fuori luogo». Comunque la si voglia leggere, sia che riguardasse la politica del governo italiano sia gli episodi di violenza contro i campi nomadi. «E credo proprio - aggiunge - che le parole del vicepremier spagnolo siano state una frase infelice che non corrisponde affatto al pensiero del governo di Zapatero».

D. Madrid poi ha minimizzato l’episodio, spiegando che quelle parole si riferivano alle aggressioni di Napoli. Resta però l’impressione di una ingerenza su un tema in questo momento assai delicato per l’Italia.
R. «Certo, anche perché tutti i governi europei stanno lavorando sul trattato di Schengen. E comunque il tema dell’immigrazione clandestina è al centro del dibattuto dell’Unione. Per quanto riguarda l’Italia il fatto stesso che il nostro ministro degli esteri, Franco Frattini, sia stato fino a poche settimane fa commissario europeo è la massima garanzia del modo con cui il governo italiano sta lavorando».

D. Possiamo imparare qualcosa dalla Spagna per quel che riguarda il contrasto all’immigrazione?
R. «Non vorrei fare polemica ricordando che il governo di Madrid è molto più rigido dell’Italia in questa materia. Cito solo due fatti: i guardiacoste spagnoli non superano le acque territoriali per aiutare le barche che tentano di raggiungere le coste delle Canarie dalla Mauritania. Inoltre mi risulta che a Ceuta e Melilla gli spagnoli abbiano realizzato una rete alta 5 metri per impedire l’ingresso nel Paese da parte degli immigrati clandestini. Quindi mi pare che il contrasto spagnolo all’immigrazione sarebbe addirittura da prendere a modello per quanto ci riguarda».

D. Su tutti i giornali stranieri si parla del problema dei rom in Italia, dalle nuove leggi alle retate contro i clandestini. Non è una bella immagine che stiamo dando nel mondo.
R. «No, ma non si può certo dare la colpa al governo degli assalti ai campi di Napoli. L’esecutivo può essere chiamato in causa per i provvedimenti ai quali sta lavorando e che non mi sembra siano contestati. Quando chiediamo di avere le impronte digitali di chi entra in Europa siamo in linea con le richieste degli altri paesi della Ue. L’unica obiezione riguarda la nomina dei commissari straordinari per i rom».


Luogo:

Roma

Autore:

di Paolo Zappitelli

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