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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

02/06/2008


Dettaglio intervista

«Le dico la verità? Sono rimasto assolutamente sorpreso dalla ipotesi di una bocciatura del decreto. Perché conoscendo bene come lavora la commissione, che sulle questioni delicate prima apre una istruttoria e solo dopo dice la sua in modo trasparente e autorevole, mi è parsa una anticipazione anomala! E ancora più basito sono rimasto nel leggere di fonti imprecisate, di innominati esperti della commissione ambiente...». Franco Frattini, ministro degli Esteri, ammette che i titoli dei giornali sulle «perplessità Ue» perla soluzione ai rifiuti in Campania lo hanno lasciato basito. «Poi - aggiunge però - mi sono reso conto che l’informazione veniva da una banca etica che sarà anche rispettabilissima, ma che non ha veste istituzionale. E allora...

D. E allora?
R. «Sono state scritte cose che non hanno alcun riferimento con la realtà».

D. Senta ministro, ma non è comico che la Ue possa bloccare le discariche dopo averci sanzionato per la mancata raccolta dei rifiuti?
R. «Sarebbe davvero un paradosso: ecco perché non posso credere alla bocciatura. Ho troppa stima di Dimas che non si è certo svegliato adesso: siamo già alla terza procedura contro l’inazione della regione Campania e del comune di Napoli e non più tardi di qualche giorno fa ci è stata chiesta una soluzione di carattere strutturale. Noi l’abbiamo fatto, senza limitarci ad aumentare i treni per la Germania. Quando si dice apriamo 10 discariche, facciamo prospezioni geologiche, mettiamo l’esercito per impedire devastazioni o lo scarico di prodotti nocivi, decidiamo misure strutturali dopo anni di immobilismo. Le dico di più: altro che una condanna, mi aspetto un plauso! Finalmente vi muovete! Anche se è ormai chiaro che a Bruxelles c’è chi soffia contro l’Italia appena gli si presenta un appiglio...».

D. Ecco un problema. Da Bruxelles filtrano voci a sostenere che a creare il «caso» non siano stati gli uffici di Dimas, ma documenti consegnati - con tanto di sottolineature - al commissariato all’Ambiente da italiani: si parla della verde Frassoni, dell’ufficio della Regione Campania a Bruxelles...
R. «Devo dire con franchezza che durante i tre anni e mezzo di lavoro a Bruxelles, ho visto troppi italiani remare contro il loro Paese. Pensi che qualcuno è arrivato a rimproverarmi di esser poco anti-italiano, come se tutta, la commissione lo dovesse essere (ma per fortuna Barroso e i suoi sono stati di una correttezza esemplare). Da vicepresidente della commissione dovevo certo garantire la mia neutralità, e l’ho fatto. Ma non ho certo dimenticato di essere italiano. Per cui questa voce che filtra... per carità!, non ho elementi, ma non mi stupisce. Spero non sia così, per amor di patria. Mi piacerebbe semmai che gli italiani si comportassero come gli spagnoli nel dibattito sui fatti di Ceuta e Melilla, quando un autorevole esponente legato ad Aznar si alzò e disse che in casa sua contestava Zapatero tutti i giorni, ma che a Bruxelles era un rappresentante del suo Paese e, dunque, deciso a difenderlo».

D. Resta il fatto che dalla capitale belga partono attacchi che hanno poco a che fare con la politica comunitaria e molto con quella interna...
R. «Lo so e lo dico con amarezza avendolo anche vissuto sulla mia pelle. Nel dibattito di qualche tempo fa sui Rom, oggetto dell’attacco dell’estrema sinistra erano Prodi e soprattutto Amato».

D. La sinistra italiana a Roma grida contro l’ipotesi leghista di referendum sul trattato di Lisbona...
R. «Almeno il Pd dovrebbe ricordare che membri della sua stessa famiglia, il Pse, hanno rivendicato referendum e nel caso della Francia metà di loro ha fatto campagna per il no. Non facciamo strumentalizzazioni, via! Quando la Spagna di Zapatero fece il referendum la sinistra italiana si mise a urlare "evviva evviva, un grande esercizio di democrazia". E adesso se lo vuole la Lega è diverso? Il problema semmai è di tempi. Ci siamo impegnati a far entrare in vigore il trattato il prossimo primo gennaio. E non ci si riesce - spero intanto che il referendum dei prossimi giorni in Irlanda abbia esito positivo - se tocca fare una legge costituzionale che prevede una maggioranza di due terzi e 4 letture in Parlamento! Ci mancherebbe comunque che non si possa porre il problema referendum! Piantiamola di fare lezione alla Lega che pone un problema che altri hanno sollevato...

D. Nel Consiglio europeo di fine giugno, Sarkozy proporrà una politica comunitaria sull’immigrazione. Lei da tempo si batte per una simile soluzione. Crede ce la si possa fare?
R. «Ci ho lavorato 3 anni e mezzo. L’azione di Sarkozy sarebbe un completamento della mia proposta che - melo lasci ricordare - nasce ad Hampton Court nel vertice voluto da Blair e si sviluppa concretamente con la presidenza portoghese del socialista Socrates! Altro che razzismo e xenofobia! Mi pare che le proposte di Sarkozy chiudano efficacemente il cerchio. Molti sono d’accordo, anche perché ci si è convinti che senza unità d’azione non si va da nessuna parte. Il nostro appoggio a Sarkozy è sostanziale, non certo di facciata».


Luogo:

Roma

Autore:

Alessandro M. Caprettini

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