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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

03/06/2008


Dettaglio intervista

«Sono molto stupita da quelle frasi, soprattutto perché Ahmadinejad stava volando verso l’Italia». Stefania Craxi è a casa, legge e rilegge gli ultimi dossier in vista del vertice italo egiziano di oggi. Perché lei è sottosegretario agli Esteri con delega al Medio Oriente. «E al Mediterraneo», ci tiene a sottolineare. «Quando ho letto che avevo anche quella delega mi sono commossa», aggiunge. D’altro canto Mediterranea, la grande città che doveva nascere dall’unificazione di Reggio Calabria e Messina, era il sogno del padre Bettino: «È anche il mio», aggiunge Stefania.

D. Onorevole, che cosa si aspetta dal vertice Fao che si apre oggi?
R. «Una grande risposta. Dalla lotta alla fame nel mondo all’aumento dei prezzi del cibo, dai cambiamenti climatici ai biocarburanti. Una grande risposta complessiva».

D. Non si rischia un vertice, che poi non decida nulla di concreto?
R. «No, non credo. Il piano che presenterà Ban Ki-Moon sarà molto dettagliato e scadenzato nel tempo. Vedrà, non sarà un impegno vacuo».

D. Quale decisione vera si aspetta?
R. «Un piano a decuplicare gli incentivi a favore dell’agricoltura. Deve essere chiaro a tutti che il problema va affrontato in un’ottica complessiva. Il fanatismo attecchisce laddove si muore di fame».

D. E l’Italia che cosa può fare?
R. «L’Italia è sede di quattro istituzioni che si occupano direttamente di fame nel mondo: l’Ifad, il World food program e, la Fao appunto. Abbiamo dunque un ruolo centrale diretto. Anche sul fronte del dialogo».

D. Il dialogo?
R. «Certo, oggi avremo il vertice italo egiziano e noi possiamo svolgere un ruolo fondamentale in tutta l’area del Mediterraneo».

D. Ma in che modo?
R. «Pensi alle autostrade del mare, che noi possiamo sviluppare. Oppure al nostro sistema di piccole e medie imprese che sono ormai un modello di sviluppo per tutto il Medio Oriente. La nostra unica vera arma è lo sviluppo di chi è indietro. Dobbiamo cambiare anche per l’immigrazione. Non solo poveracci ma anche aiutare con la formazione manodopera specializzata».

D. Dialogo, sviluppo: ma come comportarsi con Ahmadinejad?
«Sono molto stupita dalle sue parole soprattutto per il fatto che stava volando verso l’Italia, un Paese che non hai mai negato il dialogo con l’Iran. Anzi».

D. Quelle frasi su Israele interrompono il dialogo?
R. «Chiunque inneggi alla distruzione di un altro Stato si chiama fuori».

D. Intanto la Germania si dice contraria all’ingresso dell’Italia nel 5+1 che tratta con l’Iran.
R. «Se si fa così si preferisce mantenere le posizioni».

D. Cioé?
R. «Facciamo una battuta? Diciamo che è invidia. Anche gli Usa si erano detti favorevoli al nostro ingresso per il ruolo che possiamo svolgere».

D. Quale ruolo?
R. «Il dialogo non solo con l’Iran ma con tutta l’area. Il nostro ingresso sarebbe un segnale chiaro per tutti».

D. Lei continua a sostenere il dialogo, insomma?
R. «Mi hanno assunta per questo».


Luogo:

Roma

Autore:

di Fabrizio dell`Orefice

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