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Governo Italiano

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Data:

04/06/2008


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Abbiamo assistito, con sconcerto, nell’era della globalizzazione e dell’informatica, a rivolte popolari per il pane. La presenza a Roma per la Conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare di oltre 40 Capi di Stato e di Governo conferma di per sé la gravità della crisi alimentare, ma al tempo stesso è il segno della determinazione della comunità internazionale ad impegnarsi per risposte nuove ed adeguate. L’aumento generalizzato dei prezzi del cibo rischia di vanificare in poco tempo i progressi nella lotta alla povertà e alla malnutrizione compiuti in molti anni. Dalla Conferenza di Roma devono scaturire misure per portare sollievo alle drammatiche condizioni di vita di centinaia di milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno. Occorrono azioni concrete, non soltanto dichiarazioni di intenti.
L’Italia farà da subito la sua parte. Saranno stanziati nuovi fondi per la sicurezza alimentare. Un primo contributo di 30 milioni sarà reso immediatamente disponibile per progetti di emergenza e programmi di sviluppo agricolo. Abbiamo inoltre raddoppiato gli aiuti umanitari per il 2008 da 60 a 130 milioni di euro, destinati quasi interamente ad aiuto alimentare. Verseremo, inoltre, nei prossimi sei anni, 3 miliardi di euro al Fondo di Sviluppo dell’Unione Europea; di questi, quasi 200 milioni saranno rivolti alla realizzazione di progetti agricoli, complementari a quelli che finanziamo attraverso la Fao e l’Ifad.
Ma la sicurezza alimentare, come qualsiasi altra dimensione della sicurezza, richiede - al di là dell’emergenza - anche iniziative collettive e di più ampia prospettiva. Potremmo pensare ad una nuova intesa internazionale sull’agricoltura, una "Bretton Woods del grano" capace di riunire attorno ad un tavolo tutti i Paesi, le Agenzie specializzate - da quelle del polo romano delle Nazioni Unite, alla Banca Mondiale ed alle banche regionali di sviluppo - ed i privati (le fondazioni, le multinazionali, la società civile) per esaminare le strategie di incremento degli investimenti in agricoltura e per delineare le regole di intervento. L’obiettivo di una "Bretton Woods del grano", lungi dal voler creare nuove strutture o un nuovo fondo mondiale per l’agricoltura, è quello di utilizzare le istituzioni e il know-how esistenti in maniera più coordinata ed efficace.
Si può creare, in questo ambito, anche un meccanismo internazionale, incardinato nel già esistente sistema agroalimentare dell’Onu, per compensare le periodiche carenze di scorte alimentari: una "banca del cibo", un prestatore internazionale di ultima istanza con la funzione di contribuire alla stabilizzazione dei prezzi e di contrastare la speculazione. Un simile strumento, garantendo adeguati livelli di scorte per fronteggiare picchi inattesi di domanda o cali imprevisti della produzione, consentirebbe di ridurre la volatilità dei prezzi agricoli. I Paesi più poveri, che dipendono dalle importazioni per assicurare il nutrimento delle popolazioni, saprebbero così di poter contare sulla disponibilità di derrate in caso di crisi.
L’Italia è in prima linea nel garantire che la sicurezza alimentare, la lotta alla povertà e lo sviluppo agricolo sostenibile rimangano al centro dell’agenda internazionale. Lo faremo anche nel quadro del G8 - di cui l’anno prossimo assicureremo la presidenza - con i Paesi e le organizzazioni interessati. L’Italia farà la sua parte, in particolare, affinché l’Europa assuma un profilo politico coeso e forte.
I Paesi sviluppati del mondo - e qui penso anzitutto ai Paesi europei - non possono, nello stesso tempo, ridurre gli aiuti ai Paesi poveri, chiudere le porte all’immigrazione legale regolata e confermare misure che obbiettivamente vengono viste come una forma di protezione di interessi economici nazionali o europei nel settore agricolo.
Più risorse per lo sviluppo dei Paesi poveri e per la lotta alla fame, sottratte alle rigidità di alcuni parametri europei - come ha suggerito ieri il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi in apertura della Conferenza di Roma - ma anche un vero partenariato globale per il governo delle migrazioni nel rispetto della legge, sono azioni concrete e quanto mai urgenti, sulle quali l’Europa si gioca la sua credibilità sulla scena internazionale.

Luogo:

Roma

Autore:

Franco Frattini

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