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Governo Italiano

Dettaglio Intervista

Data:

08/06/2008


Dettaglio Intervista

D. Ministro Frattini, anche sulla base della sua esperienza alla Commissione europea, come giudica la possibilità di rendere l’immigrazione clandestina «un reato senza pena», alla quale penserebbe Maroni?
R. «Alcuni Paesi seguono la strada del reato con pena e immediata espulsione, altri quella dell’illecito non punito col carcere ma sanzionato con l’espulsione. Il minimo comune denominatore nei grandi Paesi è espulsione effettiva e immediata. Se riempissimo le carceri con persone arrestate non per un atto compiuto ma solo perché clandestine, avremmo difficoltà pratiche.
L’idea di Maroni coglie la preoccupazione di non ingolfare le carceri e non eliminare l’illeicità dello stato di clandestino. Se la clandestinità è solo una violazione amministrativa, l’espulsione immediata diventa impossibile.
Perché oggi possiamo espellere solo in caso di imperative ragioni di ordine pubblico, il che riduce a zero l’espellibilità? Perché l’essere clandestino non è una condizione illecita. La proposta del reato senza pena è sensata, dunque, perché coglie entrambi i problemi: espellere e non ingolfare le carceri».

D. Berlusconi sostiene che le norme europee rischiano di essere «perfino più severe delle nostre: 18 mesi di fermo sono anche troppi», dice.
R. «La detenzione per 18 mesi è una misura gravissima, ma proprio per evitare di arrivarci dobbiamo realizzare le condizioni per potere espellere subito i clandestini. Il nostro pacchetto sicurezza considera la custodia nei Cpt fino a 18 mesi come eccezionale. Un esempio in cui questo termine può essere una dura necessità: se un clandestino strappa i documenti e non può essere identificato possiamo restituirlo alla clandestinità, violando Schengen. Oppure trattenerlo.
Quando avremo una banca dati europea delle impronte, il problema non si porrà più».

D. Alemanno sostiene che la prostituzione deve essere un reato: fermiamo chi sta in strada, dice, sesso a pagamento solo in casa. Concorda?
R. «In Svezia e in Finlandia una legge punisce con la prigione prostitute e clienti. Sono convinto che bisogna distinguere. Chi abusa di ragazze che vengono trovate per strada non può non sapere che sono vittime del traffico di esseri umani: in questi casi il cliente va punito. Nelle case è diverso.
L’unico modo per salvare le giovani schiave è impedire che stiano sulle strade: quello che mi preoccupa anzitutto è però stroncarne il commercio. Non può essere punito solo come sfruttamento della prostituzione, bisogna applicare le norme che puniscono la riduzione in schiavitù, che prevedono l’ergastolo».

D. Maroni propone quartieri a luci rosse.
R. «Non so come reagirebbe l'opinione pubblica italiana. E’ una questione di costume. Certo in Europa ci sono, e lì le prostitute non sono schiave. Ma mi concentrerei su quanto detto prima».

D. Bossi considera la prostituzione un problema più sanitario che morale. Concorda?
R. «E' un grande pericolo sanitario. Nei Paesi che hanno case chiuse la prevenzione sanitaria è effettivamente migliore. La spesa destinata dall’Olanda al controllo è rassicurante. La morale è una cosa individuale: l'immoralità profonda su cui non si discute riguarda quelli che vanno con giovani ragazze non potendo ignorare che sono schiave».

D. Lei è tornato in Italia dopo oltre 3 anni in Europa. Giovedì Bush troverà a Roma un governo più americano o più europeo?
R. «Un governo che vuole più Europa e più America. Non ci vuole meno America, ci vuole semmai più Europa. Il futuro delle relazioni transatlantiche sta nella capacità del successore di Bush di dire all'inizio del suo mandato quello che Bush disse all'inizio del secondo mandato, quando a Bruxelles parlò dell'Europa come di un interlocutore strategico degli Stati Uniti, perché durante il primo mandato l'atteggiamento verso l'Europa era stato più distante».

D. Come dire che anche gli Usa hanno imparato la lezione?
R. «Quando Europa e Usa si dividono su grandi questioni sono tutti e due più deboli. Nel 2003 ci siamo divisi dagli Stati Uniti ma anche fra noi. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, se non hanno accanto una forza politica crescente come l’Europa hanno più difficoltà a raccogliere consenso sulla loro azione».

D. Che ruolo per l'Italia in un'Europa dove la leadership è contesa da Francia e Germania?
R. «Il nuovo asse Roma-Parigi è uno dei punti fondanti della nostra politica europea, l'altro è un forte legame con Berlino. Non avendo rivalità né verso Berlino né verso Parigi, l'Italia può promuovere una forte coesione con entrambe».


Luogo:

Roma

Autore:

Emanuele Novazio

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