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Governo Italiano

Dettaglio Intervista

Data:

05/07/2008


Dettaglio Intervista

Una irruzione nella notte nella residenza della Don Bosco School a Sirsiya, nel Nepal dell’Est. Segni di lotta, vetri rotti da un’esplosione e alcuni volantini vicino al corpo esangue di padre John Prakash, il salesiano indiano preside della scuola. Forse un attentato di estremisti indù, ma secondo la Farnesina un gesto isolato: «Abbiamo fatto le nostre verifiche e non sembrano esserci elementi per parlare di una persecuzione», commenta Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri appena rientrata da una missione diplomatica in Algeria.
«Esprimo il rammarico e il cordoglio del governo. Un episodio che sembra circoscritto ma che richiama tragicamente il tema delle ricorrenti persecuzioni dei cristiani in molti Paesi del vicino e lontano Oriente. Una questione che in questo primo mese come sottosegretario ho posto ai miei interlocutori in Egitto, Tunisia e Algeria. E monsignor Henri Tessier, arcivescovo di Algeri, ha lamentato negli ultimi tempi se non una esplicita persecuzione delle evidenti restrizioni nei visti di ingresso peri religiosi come nei permessi di poter svolgere celebrazioni al di fuori dei luoghi adibiti strettamente al culto. Una situazione che immediatamente ho formalmente denunciato al ministro degli Esteri algerino. Un tema, quello della sicurezza dei cristiani e in particolare dei nostri missionari, su cui ci sentiamo direttamente impegnati: il grande apprezzamento per le opere sociali che la Chiesa svolge ovunque sia presente purtroppo non mette al riparo dalle recrudescenze del fanatismo islamico o di altra matrice».

D. Onorevole, Benedetto XVI intervenendo in aprile all’Assemblea generale dell’Onu ha denunciato come «dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi per essere cittadini attivi». Una situazione che riguarda in particolare il Medio Oriente e l’Asia, regioni di cui si occupa appunto lei. Come si può intervenire per tutelare la libertà religiosa in queste aree?
R. «Non si possono mai fare generalizzazioni: in Tunisia, ad esempio, vi è una cattedrale nel centro della capitale e i cristiani godono di grande rispetto. Ma il problema della tutela delle minoranze cristiane, specie nei Paesi a cultura islamica è in evidente crescita e questo è un tema politico che il nostro governo pone sempre nei suoi incontri ufficiali. Ricordo pure l’interessamento, appena insediati, per don Sandro De Petris, il missionario trentino che dopo lunga detenzione ha lasciato il carcere in Gibuti ed è in attesa di un processo per accuse decisamente pretestuose».

D. Questo impegno si inserisce nella marcata collocazione occidentale che la nuova maggioranza vuole dare alla politica estera italiana. Non vi è il rischio che questa sottolineatura indebolisca in qualche modo la tradizionale funzione di ponte sul Mediterraneo dell’Italia?
R. «Non direi proprio: siamo da sempre un Paese occidentale ma anche un Paese mediterraneo con una spiccata vocazione al dialogo, a favorire lo sviluppo di relazioni politiche ed economiche con tutta l’area. Incontrando i vertici della Lega araba nelle scorse settimane in Egitto ho trovato una dirigenza molto consapevole delle proprie responsabilità, del dover arginare l’estremismo islamico come le pressioni delle vicine popolazioni dell’Africa affamata che preme ai loro confini e poi sull’Europa. E un Medio Oriente che deve necessariamente uscire dal dilemma: "bomba in Medio Oriente o bomba sul Medio Oriente". In molti si stanno spendendo per la ripresa dei negoziati ed è mia convinzione che dagli amici israeliani ci si possa aspettare un gesto di generosità, mi riferisco alle fattorie di Sheeba. L’Italia può favorire buone relazioni con l’islam moderato ma rispettando le situazioni locali e soprattutto si deve giocare la carta dello sviluppo come meccanismo vincente».

D. Sarkozy, ora alla presidenza di turno Ue, punta molto su un’Unione mediterranea. E l’Italia?
R. «Non possiamo essere da meno: creare un’area di libero scambio è positivo ma senza troppe burocrazie e favorendo un reale sviluppo».


Luogo:

Roma

Autore:

Luca Geronico

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