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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

13/07/2008


Dettaglio intervista

Sull’Unione per il Mediterraneo tanto cara a Sarkozy in molti non hanno le idee chiare. Fra queste persone, non c’è di sicuro Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri.

D. Onorevole Craxi, con che spirito il governo italiano va a Parigi?
R. «Con l’entusiasmo di chi sa che sta lavorando al rilancio di un obiettivo strategico e che vuole giocare un ruolo importante. Ma non solo: per noi è anche un banco di prova per cercare di fare una politica estera più unitaria, meno divisa fra i vari ministeri e le regioni».

D. Sull’Unione molti sono confusi. Anche fra i capi di stato europei c’è chi la vede come un doppione.
R. «Io credo che bisognerebbe partire dal presupposto che il Trattato di Barcellona del 1995 non è più adeguato, è rimasto bloccato dalle pastoie burocratiche. Il nuovo piano, invece, ha un carattere del tutto diverso».

D. Ovvero?
R. «A un progetto che mira a una sinergia fra pubblico e privato che prima non c’era. Anche i privati, e specialmente le piccole medie imprese, saranno coinvolti direttamente coi loro progetti e le loro necessità».

D. Un modo per superare la disaffezione dei cittadini verso le istituzioni comunitarie.
R. «Non solo. Un modo per spingere gli investimenti verso il Mediterraneo, dove manca più la volontà di spendere che i fondi. E investire nella sponda sud è fondamentale: solo aiutando lo sviluppo dei nostri vicini possiamo combattere l’estremismo, che si nutre di povertà. Per assicurare il loro coinvolgimento, sono stati pensati un segretariato e una co-presidenza: la prima dovrebbe essere franco-egiziana».


Luogo:

Roma

Autore:

Matteo Buffolo

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