Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

31/07/2008


Dettaglio intervista

D. Ministro Frattini, come giudica il fatto che la censura su Internet resterà operativa durante le Olimpiadi? La Cina aveva promesso tutt’altro al Cio...
R. «E’ un’occasione mancata. Peccato, davvero».

D. L’ennesima, stando al duro atto di accusa sulle violazioni dei diritti umani lanciato da Amnesty International nel suo ultimo rapporto...
R. «Questo del rispetto dei diritti umani in Cina è un tema delicatissimo, di sempre. Dovremmo parlarne continuamente, in tutte le sedi opportune, non solo ora perché le Olimpiadi sono alle porte».

D. E’ proprio questa, però, l’occasione sulla quale si erano concentrate le speranze di trovarsi di fronte una Cina più moderna e matura, non è così?
R. «Si, ma attenzione a non politicizzare in modo strumentale i Giochi. Lo sport è sport. E le Olimpiadi sono una straordinaria occasione di riconciliazione e di pacificazione mondiale, appunto, dello sport. Certo, tutti noi avremmo preferito una maggiore apertura del governo cinese sulla libertà d’informazione e di comunicazione. Ma all’8 di agosto manca ancora del tempo, e io sono fiducioso in un ripensamento dell’ultima ora».

Parla con tono pacato il titolare della Farnesina. E’ a Londra, dove ha appena incontrato il ministro degli Esteri britannico, David Miliband. E chiarisce subito: «Non ho un’agenda politica per Pechino. Stringerò molte mani, anche a politici naturalmente. Ma non ci sarà nessun appuntamento finalizzato a qualcosa che non sia la nostra partecipazione a un evento sportivo tanto importante, che l’Italia non ha nessuna intenzione di strumentalizzare».

Frattini sarà alla cerimonia di apertura dei Giochi dell’8 di agosto, con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega allo sport, Rocco Crini. «Il 9 sarò già dì ritorno in Italia», dice, «mentre Crimi si fermerà più a lungo».

Il punto è che non ci sarà Berlusconi, salvo inversioni di rotta dell’ultimo momento. «E allora?», ribatte Frattini. «Anche altri leader europei non ci saranno. Non alimentiamo polemiche inutili: Berlusconi ha necessità di restare a Roma in quel periodo, nient’altro».

D. Parte volentieri, Ministro?
R. «Sì. Non solo perchè visiterò Casa Italia e dirò direttamente "in bocca al lupo" ai nostri atleti. Ma anche perchè, io, lo sport ce l’ho nel sangue: ho presieduto per nove anni la Commissione Scuole e Maestri di sci della Federazione Italiana Sport Invernali».

D. Per chi farà il tifo?
R. «Per tutti gli Azzurri».

D. Un po’ di più?
R. «Amo l’atletica leggera, il fondo e il mezzo fondo. Spero tanto nella maratona... e nella scherma. Mio padre era un buon schermitore, il mio cuore batte lì».

D. E cosa le dice il suo animo di fine giurista quando apprende una notizia come quella uscita ieri, di un insegnante condannato a un anno di rieducazione nei campi di lavoro cinesi per il solo fatto di aver criticato il governo e le "scuole budino" crollate durante il terremoto di metà maggio?
R. «E’ una notizia che mi rattrista profondamente. Detto che, al di là di tutto, il terremoto è stata una tragedia terribile, per la quale la Cina merita la nostra solidarietà».

D. Vengono in mente le pagine durissime del libro di Herry Wu da poco uscito in Italia, "Contro rivoluzionario", dedicato alla sua detenzione fino al ’79. Saranno anche cambiate molte cose da allora, ma il concetto di rieducazione nei campi di lavoro non la spaventa un po’, Ministro?
R. «Torniamo al punto di partenza: il rispetto dei diritti umani. Parlarne, con riferimento alla Cina, significa non analizzare singoli casi concreti, ma affrontare il tema da un punto di vista generale, complessivo. Quel che vorrei dire con chiarezza è che è sbagliato farlo colpendo le Olimpiadi, che sono una grande festa dello sport».

D. Il senatore repubblicano Brownback, del Kansas, accusa il governo di Pechino di aver fatto piazzare ovunque, negli alberghi, impianti di monitoraggio per spiare gli stranieri 24 ore su 24. Cosa ne dice di questa spy story?
R. «Non me ne preoccupo. Certo, non mi piacerebbe ritrovarmi una cimice in stanza. Ma mi piacciono ancor meno gli schizzi di fango gratuiti sui Giochi».

D. E’ ancora accesa la polemica sul fallimento dell’ultimo vertice del Wto, con Cina e India, che dal banco degli imputati, respingono ogni responsabilità…
R. «Quel che è grave è che, indipendentemente da chi sia il più colpevole o il più responsabile di questo buco nell’acqua, sono certamente i Paesi più poveri a rimetterci. L’Africa ha perso, e questo è drammatico. Ora si tratta di riprendere i negoziati e di arrivare a un accordo, appena ultimate le elezioni americane».

D. Lei ha parlato di «rispetto per le legittime aspettative del Tibet», spina nel fianco del governo cinese. I colloqui tra i rappresentanti del Dalai Lama e le autorità di Pechino continueranno in ottobre, nonostante a oggi non abbiano prodotto risultati concreti. Quanto crede in una prossima soluzione di questa crisi?
R. «Ci spero. Tanto. La Cina deve garantire maggiore trasparenza, per arginare sospetti e pregiudizi. E i tibetani devono affermare il princìpio di "una sola Cina", per quanto rivendicando maggiore autonomia per il Tibet. Che non è indipendenza, sia chiaro. Se gli obiettivi e i percorsi saranno chiari, credo che un accordo arriverà».


Luogo:

Roma

Autore:

Lucia Pozzi

8099
 Valuta questo sito