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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

06/08/2008


Dettaglio intervista

Presidente dei maestri di sci e ministro degli esteri del governo Berlusconi, Franco Frattini è in partenza per la Cina.

D. Con che stato d’animo fa la valigia?
R. «Come sportivo pensando di vivere una grandissima manifestazione. Come Ministro per rappresentare il mio Paese senza dimenticare la necessità di un dialogo franco con la Cina sul rispetto dei diritti umani e sul Tibet. Che non va sventolato solo alle Olimpiadi. Ai Giochi, però, ci si va per cercare di vincere».

D. Ma in Italia è bufera dopo l’invito del presidente dei senatori del suo partito, Maurizio Gasparri, a disertare la cerimonia d’apertura con un attacco durissimo alla «censura» del Coni.
R. «Io penso che la politica debba parlare senza reticenze, cosa che ho fatto anche di recente con il ministro degli esteri cinese. Di diritti umani, di autonomia, non di indipendenza del Tibet».

D. Si, ma qui a Pechino che cosa fare?
R. «Questo Governo rispetta l’autonomia dello sport e lo sport ha delle regole. Io sono invitato dal Comitato Olimpico, non dal governo cinese. Il Cio ha norme precise: se non si accettano, alle Olimpiadi non ci si va. Però a dire "per favore, non boicottate le Olimpiadi di Pechino" non sono stato io, ma il Dalai Lama».

D. Significa che non si potrà dire niente per non rischiare di essere espulsi dal Cio?
R. «I nostri atleti avranno l’intelligenza e la fantasia di trovare un modo e un luogo non ufficiali per rappresentare il proprio punto di vista. E il Coni non ha intenzioni di censura. Il che non significa indossare nella cerimonia una maglietta Tibet libero violando le regole dello sport».

D. Ci saranno Bush e Sarkozy. Angela Merkel rimarrà in Germania. Non ci sarà nemmeno Berlusconi: un segnale di freddezza verso la Cina?
R. «C’è un’agenda di governo pienissima: io posso assentarmi, il presidente no. E mi ha pregato di rappresentarlo dopo aver sentito Sarkozy che gli aveva chiesto della sua presenza».

D. I Giochi e il  Cio sono accusati di ipocrisia. Non si può dire di no alla Cina perché ci si devono fare un sacco di affari.
R. «Ma che cosa c’entra con i Giochi? Affrontare il problema dei diritti umani, in Cina e non solo, è un compito che la politica deve saper affrontare sempre».

D. Farà in tempo a vedere il primo giorno di gare?
R.«Andrò a Casa Italia. Ho un debole per la scherma, mio padre era fiorettista. Poi gli sport dell’acqua. E la maratona. Anche per la storia e il nome che riporta all’Antica Grecia».


Luogo:

Roma

Autore:

v.p.

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