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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

14/08/2008


Dettaglio intervista

Franco Frattini è molto soddisfatto: «Abbiamo raggiunto il risultato che l`Italia sperava». Ma gli bruciano le critiche di chi lo accusa d’essere rimasto in vacanza alle Maldive, anche se ha passato più tempo incollato al telefono che con maschera e pinne.
D. Ministro, con le Maldive come la mettiamo?
R. «Chi ha una minima conoscenza della politica estera, come purtroppo di rado accade in alcuni esponenti politici, sa che decisioni del genere non si prendono attorno ad un tavolo in tre ore di riunione, ma si preparano in profondità. La chiave del successo è stata la buona preparazione tra leader europei, il collegamento, tra Berlusconi, Sarkozy, Putin e Bush e il mio costante confronto con i colleghi, il francese Kouchner e il tedesco Steinmeier. C’è stata anche una"conferene call" del G7, con americani, giapponesi e canadesi. Chi conosce i rapporti dì politica estera sa bene che oggi funziona così: io parlavo contemporaneamente con il collega canadese a Vancouver e con il giapponese a Tokio, la cosa importante è la decisione politica non la presenza fisica. Non vorrei curarmi di polemiche strumentali».

D. Con chi altro ha parlato, oltre a Condoleezza Rice?
R. «Ho tenuto costantemente informata l’opposizione italiana, in particolare l’onorevole Fassino. Che ha pienamente condiviso le linee che poi si sono tradotte nel risultato europeo, riconoscendo fosse l’unica soluzione possibile. Infatti lui e Veltroni hanno commentato la sostanza delle cose, e non altro».

D. A Bruxelles c`è stato un Consiglio europeo straordinario.
R. «Era una riunione che confermava le valutazioni già fatte. Quando un presidente europeo come Sarkozy mette la sua faccia su un documento in sei punti, che fa sottoscrivere al presidente russo e a quello georgiano, può esserci qualcuno che immagini che possa essere smentito il giorno dopo dai ministri degli esteri?».

D. Dunque, solo routine?
R. «Quando l`altra sera ho parlato con la Rice e Kouchner, nella stessa conference call, la Rice ci ha detto che prendeva atto del documento europeo e che gli Usa non si sarebbero opposti. Abbiamo fatto uno sforzo che è andato al di là dei confini Ue».

D. Adesso cosa si prevede?
R. «Il 19 mattina sarò a Bruxelles per il consiglio Nato dove si dovranno elaborare decisioni politiche sulla vicenda georgiana. A quel punto i miei otto giorni di vacanza saranno archiviati».

D. A proposito di Nato, l’allargamento ad Est si rallenta, no?
R. «Dobbiamo discutere le modalità dell’allargamento e gli aspiranti: oltre alla Georgia c’è l’Ucraina. E` evidente che, se in un primo momento la Russia si opponeva, oggi la complicazione è persino più chiara».

D. I rapporti con gli alleati come sono?
R. «C’è stata una forte sintonia con Sarkozy e con la Merkel. La linea è che noi non siamo dei giudici internazionali, non possiamo dire chi è l’aggressore e chi l’aggredito, prendendo le parti di qualcuno. Indeboliremmo la nostra posizione. E’ importante dire alle parti: ragionate assieme delle prospettive».

D. Dove? In Italia, per esempio?
R. «Serve una soluzione regionale concordata. L’Italia è vista come partner affidabile, noi siamo pronti ad accogliere una conferenza di stabilizzazione sul Caucaso. Era già prevista per il 13 novembre, ma anticiperemo. Offriamo Roma come sede».

D. E l’intervento europeo?
R. «Oggi ho scritto alla collega georgiana che l`Italia è pronta a mettere in campo un intervento umanitario. Siamo pronti anche a valutare l`allargamento della missione Osce non più solo a truppe russe ma anche a personale di monitoraggio europeo. Il 5 settembre ad Avignone farò una proposta di partecipazione ad una missione di monitoraggio. Solana invece presenterà una proposta di una eventuale forza Ue di peace keeping».

D. Qual è il risultato politico dì questa mediazione Ue?
R. «A molti è sfuggita l`importanza di aver riunito un G7 discutendo della Russia, che è l’ottavo membro, ragionando con chi voleva misure più severe (Usa, GB e Canada) e arrivando ad una posizione che propone la riconciliazione. Questa discussione politica ha raggiunto due risultati: il via libera alla mediazione europea e l’aver evitato la morte del G8».

D. La morte del G8?
R. «Immaginate un comunicato firmato dai sette che condannano l’ottavo...Tra l’altro l’Italia si appresta a presiedere il G8».

D. La Polonia e i Paesi baltici hanno preso un’iniziativa di solidarietà verso la Georgia.
R. «Non è l’Europa, è una posizione individuale. Credo che in un momento così delicato la Ue debba restare unita e vadano evitate iniziative di questo tipo».


Luogo:

Roma

Autore:

Claudio Rizza

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