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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

10/10/2008


Dettaglio intervista

Come Ministro degli Esteri lei è anche il Ministro degli italiani nel mondo. Come si pone rispetto a questo compito?
Occuparmi dei nostri connazionali all’estero rappresenta per me una sfida non solo politica. Negli ultimi anni, infatti, è prevalsa una concezione un po’ troppo elettoralistica degli italiani nel mondo: abbiamo dedicato attenzione solo alle tessere e alle liste, tralasciando le teste. Che sono l’unica cosa di cui l’Italia non può permettersi di fare a meno. Il Ministro degli Esteri – anche primo punto di riferimento dei nostri connazionali all’estero – ha quindi, tra gli altri, l’importante compito di occuparsi e preoccuparsi di tutte le questioni che riguardano i cittadini italiani nel mondo, valorizzando le grandi risorse di cui questa immensa comunità è portatrice.

Abbiamo intervistato qualche giorno fa il Ministro degli esteri francese Bernard Kouchner. Ci ha detto che i francesi all’estero rappresentano una grande risorsa per la Francia e a loro vengono assicurati gli stessi diritti dei residenti: protezione e sicurezza, educazione e cultura, cittadinanza e solidarietà. Ha aggiunto che i soldi che lo Stato spende per loro sono considerati un investimento intelligente, che permette alla Francia di avere un valido supporto alla sua politica estera ed alla diffusione della francofonia.
Lei ha la stessa opinione nei confronti degli italiani all'estero?
Certamente! Gli italiani all'estero rappresentano una voce sentita e importante, ed è compito dell’Italia e del Ministero degli Esteri valorizzare questo contributo, e svolgere un’attività di tutela, assistenza ed erogazione di servizi attraverso la nostra rete diplomatico-consolare, sotto la guida della Direzione Generale per gli Italiani all’estero. Ricordo inoltre che presso la Farnesina è inoltre attiva, 24 ore su 24, l’Unità di crisi, una struttura operativa che agisce in casi di emergenza a tutela dei connazionali, siano essi residenti o turisti, che si trovano esposti ad eventi straordinari quali calamità naturali, atti di guerra e terrorismo, incidenti aerei, sequestri di persona.

A dicembre avrà luogo a Roma la Prima Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani all’Estero. Quali sono le Sue aspettative?
Quello dell’identità delle seconde generazioni – e la cronaca non smette di offrirne dimostrazioni, ai livelli più diversi – è uno dei temi cruciali del fenomeno migratorio. Di qui l’oggettivo interesse che la politica deve riconoscere nel cercare di formarla ed intercettarla più a fondo possibile.
La Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani diventa anche l’occasione per confermare questo orientamento. I giovani rappresentano il futuro del nostro Paese all’estero: devono saper essere specchio della storia e delle radici che ci appartengono, ma anche trovare uno slancio sempre più incisivo e protagonista verso le sfide che ci attendono.
Il futuro dell’Italia all’estero si rifà a questo entusiasmo, a questa energia. Ed io sono certo che i nostri giovani connazionali all’estero riusciranno appieno in questa missione.

Questi giovani verranno a raccontarci le loro situazioni, a conoscersi fra di loro e a conoscere meglio la realtà italiana. Ma vorranno anche conoscere le nostre risposte ai loro problemi, che cosa l’Italia vuole fare per loro.
Per prima cosa svelerò i miei limiti generazionali! E poi risponderò loro che una volta, un signore di nome Kennedy, ha detto che non bisogna mai chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, ma cosa devi fare tu per il tuo Paese. Rassicurerò i miei interlocutori spiegando che stiamo già facendo molto: finanziamo scuole italiane all’estero, corsi di lingua, di cultura e formazione professionale destinati a loro.

Gli italiani all’estero si lamentano perché i tagli della Finanziaria li hanno colpiti in maniera particolare.
Purtroppo anche loro, come gli italiani in Patria, sono toccati dalle misure necessarie per il risanamento dell’economia nazionale. Non si tratta di una situazione permanente, ma, una volta riportate le cose sul giusto binario, anche i connazionali all’estero potranno godere dei benefici. E’ un impegno che mi sento di poter prendere con loro.

A proposito di ristrettezze di bilancio, si parla di ristrutturazione della rete consolare.
Operazione non rinviabile!
Per la rete consolare – e discorso analogo vale anche per gli Istituti Italiani di cultura, che rappresentano un importantissimo mezzo di comunicazione del Sistema Italia all'estero - è nostra intenzione puntare sulla modernizzazione e sulle strategie dettate dai nuovi scenari geopolitici. Bisogna rendere questa rete più agile e confacente alle mutate necessità, alle nuove istanze culturali e sociali, ai nuovi contesti aperti dalla società dell’informazione, ma senza che ciò comporti disagi per gli utenti.
E infine, dobbiamo puntare molto sull’informatizzazione dei servizi. L’idea di un “Consolato Digitale”, che sarà operativo entro la metà del 2009, consentirà già una prima e buona erogazione di servizi consolari on-line.
Con le funzioni del nuovo sistema operativo, ad esempio, ogni ufficio consolare potrà seguire ed aggiornare la posizione del connazionale residente all’estero ed evadere le richieste di servizi consolari tracciandone lo stato di avanzamento. Un vero e proprio “Consolato a domicilio” che consentirà di meglio ripartire uffici e risorse umane sul territorio, con notevoli risparmi per il contribuente.

Come valuta quindi il crescente problema dei minori sottratti da uno dei due genitori e condotti illegalmente all’estero?
A questo proposito abbiamo intensificato il lavoro del Ministero perché la tutela dei bambini deve essere una priorità istituzionale. A fronte di un aumento esponenziale dei casi in cui i minori vengono contesi tra genitori italiani e stranieri occorre maggiore conoscenza del fenomeno e più collaborazione tra i paesi. Per interrompere la dura escalation dei casi di sottrazione di minori abbiamo bisogno di un’azione coordinata, di una task force tra Ministeri degli esteri, della Giustizia e dell’Interno per un’azione unitaria che coinvolga ambasciate, prefetture e magistrature. Qualche volta le norme internazionali che tutelano il minore in caso di sottrazione non vengono applicate correttamente. Per questo è importante promuovere una maggiore conoscenza, anche attraverso la formazione di operatori di giustizia e una maggiore collaborazione tra i diversi paesi.

Quanto ci sarà da aspettare, realmente, perché la politica capisca davvero il fenomeno italiani all’estero?
Gli italiani all’estero ed il nostro Governo hanno una sola bandiera: una bandiera che investe sempre di più nell’immagine dell’Italia nel mondo, nella capacità della sua classe politica, e nella dinamicità dei connazionali in un Paese straniero. Lavoriamo insieme ad un comune obiettivo che, come  recentemente ho voluto ricordare in un messaggio a tutta la rete consolare, deve essere quello di rendere l’Italia sempre più competitiva e protagonista nel mondo. L’Italia e gli italiani sono ammirati ed invidiati ovunque. Io credo molto nella collaborazione e nel gioco di squadra tra la politica e le reti italiane all’estero. A noi, quindi, il compito di creare le condizioni perché l’Italia e lo stile italiano continuino a migliorare l’immagine ed il fascino del nostro Paese. Ai nostri connazionali all’estero, poi, alle loro buone azioni, la responsabilità di metterlo in pratica.


Luogo:

Roma

Autore:

di Gian Luigi Ferretti

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