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Governo Italiano

Dettaglio Articolo

Data:

02/12/2008


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Una decisione Nato sulla Georgia e l’Ucraina è prevista per dicembre. Le conseguenze della crisi dell’estate scorsa richiedono unità dell’Alleanza e chiarezza del messaggio. L’Italia è impegnata perché sia raggiunto un consenso solido, sicuro e senza ambiguità sulla via da seguire per Kiev e Tbilisi e sui rapporti Nato-Russia.

Oggi l’attività principale della Nato, che è la sicurezza, inizia ben lontana dalle nostre frontiere. La priorità assoluta per l’Alleanza, l’Afghanistan, rimarrà tale ancora a lungo. Eppure, la crisi improvvisa in Georgia e il lungo percorso verso l’indipendenza del Kossovo ci hanno riportati all’opera incompiuta di consolidare la stabilità in Europa. Non dovremmo lasciare questioni in sospeso per il Presidente designato Obama.

Durante gli 8 anni dell’Amministrazione Bush, la Nato, insieme all’Europa, ha fatto dei passi da gigante per estendere la stabilità e la pace in Europa. Abbiamo coltivato un partenariato strutturato con la Russia. A Bucarest, in marzo, i nostri Capi di Stato e di Governo hanno indicato chiaramente questi risultati, così come i futuri obiettivi dell’Alleanza.

Il delicato dibattito su una possibile concessione del Map (Piano d’Azione per la Membership) a Kiev ed a Tbilisi ha da ultimo preso una direzione più consensuale. Nonostante i progressi significativi compiuti in circostanze difficili, tutti e due i Paesi hanno ancora un lavoro di sostanza da compiere per realizzare ed applicare le necessarie riforme. Questo non significa, però, rimandare il loro processo di piena integrazione euro-atlantica. Il Map non è un fine, ma uno strumento. Il pieno utilizzo delle Commissioni Nato-Ucraina e Nato-Georgia offre un approccio efficace per il dialogo intensificato e la cooperazione. Dovremmo saperlo cogliere.

Le relazioni Nato-Russia sono al centro della sicurezza europea. In Afghanistan, Mosca può fornire un contributo significativo alla lotta contro il traffico di droga e ad ulteriori sforzi regionali. Non ci aspettavamo che il partnerariato con la Russia fosse senza problemi. Visto che di problemi ne sono sorti, il Consiglio Nato-Russia dovrebbe affrontarli. È arrivato il momento per la Nato di riprendere il dialogo con la Russia in modo pragmatico, dopo la nostra riunione di dicembre. Ciò riguarda certamente la rilevanza della Nato in Europa ed oltre, ma riguarda anche, nella stessa misura, la Russia.

Le nuove proposte del Presidente Medvedev sulla sicurezza europea meritano la nostra attenzione. Tenendo ben presenti i rispettivi ruoli della Nato e dell’Osce nel sistema di sicurezza in Europa, accogliamo la volontà russa di lanciare discussioni su un rafforzamento ed una intensificazione dell’attuale architettura. Saranno necessari una attenta preparazione ed una attenta scelta del momento ma, come avrebbe detto JF Kennedy, non dobbiamo mai avere paura di negoziare.

Guardando al 2009 e oltre, possiamo pensare a tre aree con specifico valore aggiunto.

In primo luogo, una considerazione costruttiva dei "conflitti congelati". Quando questi si "scongelano", non rimangono circoscritti.

In secondo luogo, una politica credibile di allargamento della Nato deve basarsi costantemente sulle "performance" dei Partner e sui criteri generali di stabilità. In questo modo la politica della "porta aperta" della Nato è stata molto utile per l’Europa, e dovrebbe continuare ad esserlo.

Infine, come dichiarato a Bucarest, la Nato può fornire un contributo rilevante agli sforzi internazionali nel campo dei controllo degli armamenti e della non proliferazione. Nel maggio dell’anno prossimo ricomincerà la preparazione della Conferenza di Revisione del Trattato sulla Non Proliferazione. Il Tnp costituisce la pietra angolare della sicurezza internazionale, lo dimostrano l’Iran e la Corea del Nord. Potrebbero esserci anche altri negoziati ed altre iniziative-chiave sul disarmo nucleare.

Le minacce più gravi vengono da fuori Europa. Il terrorismo ha colpito, ancora una volta. Piangiamo le vittime innocenti degli atroci attacchi di Mumbai. Come nostro principale fornitore di sicurezza, la Nato deve oggi confrontarsi con un ambiente duro, ma "quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare". Non c’è dubbio che la Nato possa raccogliere la sfida. La sua storia degli ultimi 60 anni parla da sé.


Luogo:

Roma

Autore:

di Franco Frattini

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