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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

29/12/2008


Dettaglio intervista

«Il premier libanese Siniora ci ha chiesto di fare pressioni su Israele. Analoga richiesta ci arriva dalla Lega Araba». Il ministro degli esteri Franco Frattini rivela gli appelli arrivati dal mondo arabo perché l’Italia svolga un ruolo primario nella nuova crisi israelo-palestinese. Ieri il responsabile della Farnesina ha avuto colloqui telefonici con diversi leader arabi e con il ministro israeliano Tzipi Livni.

Come è andato il colloquio con la responsabile della politica estera israeliana?
«Il suo stato d’animo è comprensibile. Turbata ma determinata. E la determinazione israeliana la conosciamo bene... quindi non si fermeranno visto che Hamas continua il lancio di razzi sui villaggi israeliani. Il punto di vista di Israele è chiaro. Il punto debole, però, sono le vittime civili ma loro rispondono che la colpa è di Hamas che utilizza le abitazioni come rampe di lancio per i Qassam. Ho espresso la piena solidarietà a un Paese costantemente a rischio ma ho chiesto di fare tutto quanto in suo potere per evitare ulteriori tragiche perdite di vite umane tra la popolazione civile innocente. Siamo preoccupati per le condizioni di vita a Gaza e così ho attivato il nostro consolato per predisporre immediati aiuti umanitari per la popolazione civile palestinese. Spero che questo sia d’esempio per gli altri Paesi europei per sostenere Israele e nel contempo aiutare la popolazione».

Lei ha dichiarato che l’Italia è pronta a fare da mediatore...
«La richiesta è arrivata stamattina (ieri ndr) dal premier libanese Siniora che mi ha chiesto un’immediata azione politica di pressione su Israele. Presto avrò un contatto con la Lega Araba e con l’Egitto per sostenere ogni iniziativa di pace. Del resto abbiamo sempre appoggiato le iniziative volte a far cessare i conflitti nella ragione. Nell’ultima riunione dei ministri degli Esteri Ue è stato ribadito l’appoggio alla proposta di pace del re dell’Arabia Saudita. L’Italia ha sempre sostenuto queste iniziative dei Paesi arabi. E appoggiato gli sforzi egiziani di conciliazione».

Annapolis si deve considerare sepolta?
«Non credo. L’iniziativa araba è conciliabile con il trattato di Annapolis. Il problema è che siamo in una fase di transizione. Le elezioni in Israele. Il passaggio di poteri negli Stati Uniti. Il primo passo è un appello al cessate il fuoco e il ripristino della tregua».

Qualcuno a sinistra sostiene che l’Italia stia facendo poco?
«In momenti tragici sono battute miserrime. I fatti parlano. E noi stiamo facendo: aprendo colloqui con Israele e aiutando la popolazione di Gaza. Molti attori internazionali riescono a fare poco. Solana come la Rice hanno fatto appelli al cessate il fuoco. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove è presente l’Italia, si è già espresso».

Si può trattare con Hamas?
«Hamas è irresponsabile. Si potrà sedere a un tavolo di pace solo quando cancellerà dal suo statuto la volontà di distruggere Israele. Altrimenti resta un’organizzazione terroristica».


Luogo:

Roma

Autore:

di Maurizio Piccirilli

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