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Governo Italiano

Dettaglio articolo

Data:

10/01/2009


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Sintesi dell’intervento "Reti diplomatiche e sistema Paese" che è stato pubblicato sul numero di dicembre di "Atlantide".

Rete, parola ambigua che evoca connessione, ma anche inganno. Ci sono reti atone e reti percorse da energia, gestite dal centro, ma alimentate dai nodi che le compongono. Così intendo quella diplomatica. Una topologia a stella, con un centro forte, a sua volta parte di una vera e propria rete infrastrutturale. La Farnesina, quindi, come gestore che raccoglie e crea energia e valore aggiunto. Nella crisi finanziaria internazionale che stiamo vivendo, viene in risalto il vero asset dell’economia italiana: la capacità produttiva e quella di innovare. Frutto dell’ingegno di poche grandi aziende e di tantissime medie o piccole. Siamo con la Germania e il Giappone il solo Paese in cui il contributo del settore manifatturiero al Pil e all’occupazione è superiore al 20.

Questo grazie ai nostri imprenditori che hanno saputo affrontare la concorrenza internazionale concentrando la produzione sui prodotti a valore aggiunto e integrando la catena produttiva con impianti e sedi all’estero. Ma i successi non devono farci dimenticare due debolezze, per correggere le quali vedo un ruolo essenziale della diplomazia economica. L’internazionalizzazione è ancora troppo legata al solo export. Non basta. Il nostro stesso territorio deve essere più aperto agli investimenti produttivi esteri, quelli che generano occupazione e sviluppo economico stabile. L’Italia in questo settore fa ben magra figura tra i Paesi Ocse europei.

In entrambi i casi un’azione rafforzata della "diplomazia economica" può fare la differenza. Questo significa fare in modo che sempre più i nostri diplomatici, e tutti gli agenti del Ministero degli Esteri, siano capaci di accompagnare e guidare le nostre aziende nella loro sfida internazionale. Il "centro" poi deve rafforzare questa capacità. É ciò che stiamo facendo, con un "agire amministrativo" diverso volendo fare squadra con la consapevolezza che il potere pubblico può e deve essere "animatore" della squadra.

Slancio della diplomazia economica, certo, ma non solo. Sulla rete del Sistema Paese e anzitutto su quella di diretta responsabilità della Farnesina, voglio che circoli sempre più cultura, non certo isolata o antitetica rispetto all’economia. La cultura italiana e la lingua che la esprime, sono sempre più desiderate; e non a caso lo sono i nostri prodotti. Non solo per motivi di difficoltà economiche, viene in rilievo la sussidiarietà. Con altri "layers" di Governo, tra cui anzitutto le Regioni, le Province, i grandi e piccoli Comuni. Con la società civile, il mondo del volontariato, le Ong. Tutti, anch’essi, reti o nodi di rete.


Luogo:

Roma

Autore:

di Franco Frattini

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