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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

28/01/2009


Dettaglio intervista

La decisione di richiamare il vostro ambasciatore pregiudica i rapporti tra l’Italia e il Brasile?
«Il Brasile è un grande Paese, amico dell’Italia. Brasiliani e italiani si amano. Il Brasile è anche una grande democrazia, ha una magistratura indipendente e, a maggior ragione, siamo rimasti sorpresi che un Paese amico e vicino prendesse questa decisione. Per questo ho deciso di richiamare l’Ambasciatore Valensise, per ascoltare appunto le sue valutazioni. Ci troviamo di fronte al caso di un terrorista che la magistratura italiana - una magistratura libera e indipendente - ha condannato all’ergastolo perché Battisti ha ucciso vittime innocenti. Non credo che al Brasile, un grande Paese, faccia piacere che questa persona possa circolare liberamente, nel momento in cui ha versato il sangue di innocenti nel mio Paese».

Quanto durerà il richiamo dell’ Ambasciatore?
«Il tempo di chiedere a Valensise un’analisi della situazione e di studiare insieme la possibilità di appellarsi contro questo giudizio politico, per rivolgersi poi con successo alla Corte Suprema. Ma chi ascolta questo Tg deve soprattutto capire che la sofferenza dell’Italia è molto forte perché questo terrorista ha fatto troppo male nel mio Paese. E se è stato condannato all’ ergastolo in Italia, lo è stato perché è colpevole».

Come mai protestate contro di noi e non contro la Francia che per anni ha negato l’estradizione dei terroristi?
«Noi in Italia abbiamo, anche recentemente, protestato con la Francia quando ci ha negato l’estradizione di una terrorista (Marina Petrella ndr), anche se in quel caso sono emerse motivazioni umanitarie legate alla sua salute. Ma bisogna dire che Sarkozy ha completamente cambiato la dottrina Mitterand cui lei fa riferimento, in base alla quale cioè i terroristi godevano in Francia una specie di salvacondotto. Quindi non possiamo assolutamente dire che chiediamo al Brasile quello che la Francia ci negherebbe».

È la prima volta che vi trovate di fronte allo status di rifugiato politico?
«Si, ed è singolare, perché siamo in presenza di una sentenza di condanna della magistratura italiana che spiega in modo chiaro come i condannati appunto siano degli assassini, Battisti compreso. Mentre bisogna dire che lo status di rifugiato politico si concede a qualcuno che si ritiene possa essere perseguitato e subire violenze nel Paese da cui è fuggito. E il nostro amico Brasile non può certo immaginare che questo accade in Italia».

Ci sono vie alternative contro il Brasile?
«Il Brasile ha una magistratura indipendente. La Corte Suprema potrà decidere. Mi auguro che il giudizio cambi. L’Italia chiede ad un paese amico di aiutarci a "fare giustizia". Ma da parte nostra ricorreremo a tutti gli strumenti giuridici necessari per ottenere l’estradizione di Battisti».

I brasiliani in Italia sono in pericolo?
«I brasiliani in Italia non corrono alcun pericolo, così come gli italiani non ne corrono in Brasile. Stiamo parlando di una questione politica e giuridica importante. E il richiamo di Valensise significa, lo ripeto ancora, che siamo addolorati per la decisione brasiliana perché Battisti ha versato sangue italiano e ha ucciso degli innocenti e deve pertanto essere punito come la legge italiana prescrive».

Ci sarà la partita di calcio Italia-Brasile?
«Certamente la partita di calcio ci sarà perché è una festa dello sport e dell’amicizia. Io farò il tifo per l’Italia. E lei giustamente per il Brasile. E vincerà il migliore».

Ci saranno delle ripercussioni sul Brasile durante il G8?
«Non ci saranno ripercussioni di alcun tipo. Berlusconi inviterà Lula, ma ciò non toglie nulla al rammarico dell’Italia verso questa decisione e alla nostra volontà di perseguire tutte le strade giudiziarie e giuridiche percorribili».


Luogo:

Roma

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