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Governo Italiano

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Data:

18/02/2009


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L’esibizione delle straordinarie opere d’arte di Brunelleschi e di Ghiberti all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede in occasione dell’80° anniversario dei Patti Lateranensi e del 25° dell’Accordo di Modificazione del Concordato è un modo, diretto e credo efficace, per sottolineare l’importanza che da parte italiana si attribuisce al rapporto con la Santa Sede e alla ricorrenza odierna. La presenza delle formelle, in sei secoli mai uscite da Firenze, nell’unica Ambasciata bilaterale al mondo che svolge la sua missione nella capitale del proprio Paese, vuole anche simboleggiare l’esemplare collaborazione esistente tra il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la promozione del patrimonio artistico e dell’immagine del nostro Paese nel mondo. Essa fa seguito alla presentazione della Crocifissione attribuita a Michelangelo, di recente acquisita dallo Stato, in occasione della visita che Sua Santità Benedetto XVI ha effettuato all’Ambasciata il 13 dicembre scorso.

L’opera dei due grandi artisti riveste inoltre oggi un carattere simbolico di grande attualità: Firenze era allora stremata dall’epidemia di peste che l’anno precedente aveva ucciso circa dodicimila persone, un quinto dell’intera popolazione della città, ed era cinta d’assedio dalle truppe del Duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, che già aveva sconfitto Pisa, Siena e Perugia. Una situazione drammatica e un orizzonte cupo che certo non invogliava a dedicare tempo e risorse all’arte e al bello. Ma i Consoli di Calimala, forse proprio per reagire a una situazione che sembrava senza sbocchi, con una decisione coraggiosa e lungimirante, bandirono comunque il concorso: fu un avvenimento memorabile, senza precedenti nella storia della pubblica committenza e che ci ricorda come, in ogni situazione e congiuntura e anche di fronte alle grandi questioni aperte in questo momento, si debba guardare lontano.


Luogo:

Roma

Autore:

di Franco Frattini

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