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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

04/03/2009


Dettaglio intervista

Creare un contact group ad hoc con la Russia. Per avere relazioni basate sulla cooperazione e non sul confronto con un Paese cruciale non soltanto per la questione energetica, ma per la geopolitica. E’ l’obiettivo del ministro degli Esteri Franco Frattini, che ieri al ministero a Roma ha ospitato l’European Strategy Group.

Cos’è questo gruppo di contatto?
“Un gruppo informale che nascerà con esperti di alto livello e che sarà aperto alla partecipazione di tutti i Paesi interessati, ovviamente con l’intesa dei russi. Intendo creare un foro permanente dove prevalga lo spirito favorevole alla collaborazione. Molti Paesi dell’Est europeo hanno verso la Russia un atteggiamento di fermezza, se non di chiusura. Ma la Russia è un partner strategico, lo devono capire tutta l’Europa e la Nato”.

L’Italia dunque vuole fare da “ponte” tra Occidente e Russia. Lo vuole essere anche tra Chiesa cattolica e Chiesa russa ortodossa, dopo la restituzione simbolica della chiesa di San Nicola a Bari al presidente Dimitry Medvedev?
“La riconciliazione tra le due Chiese è un risultato che tutti noi desideriamo ed eventi come quello di Bari sono una slancio formidabile. Abbiamo detto al premier russo Putin e a Medvedev che vedremmo con immensa emozione questo evento. Da cristiano cattolico sarei entusiasta di una riconciliazione definitiva. Faremo tutto quello che ci sarà richiesto di fare, ma gli Stati devono essere prudenti e pazienti. Il lavoro deve essere lasciato alle due Chiese. Ma se richiesto, noi agiremo”.

Intanto il governo non perde occasione per sottolineare le "relazioni privilegiate" con Mosca. E si fa bello davanti agli Stati Uniti. In virtù di questo rapporto privilegiato, crede che il nostro Paese possa ottenere più centralità adesso che Washington vuole “resettare” i rapporti con Mosca, come ha dichiarato il vice-presidente americano Joe Biden?
“L’Italia è considerata il miglior amico della Russia nell’Ue. Abbiamo detto agli Usa che condividiamo il passo avanti della nuova amministrazione e che mettiamo a disposizione, se richiesto, la nostra collaborazione per tornare allo spirito di Pratica di Mare (l’aeroporto dove nel 2002 si è svolto il vertice Nato-Russia, ndr), con Usa e Russia che collaborano e superano le difficoltà del recente passato. Gli Stati Uniti sembrano determinati per questa svolta. Giovedì al vertice della Nato alzeremo la voce per sostenere la ripresa del dialogo tra Nato e Russia”.

Con la recessione e il petrolio sotto i 45 dollari il focus oggi non è più tanto l’energia quanto i fronti internazionali. E anche qui la Russia è un interlocutore-chiave. Barack Obama ha offerto a Medvedev la rinuncia allo scudo anti-missile in Europa centrale in cambio dell’aiuto di Mosca per scongiurare l’atomica a Teheran. Medvedev ha risposto picche. La corsa alle armi è destinata ad andare avanti?
“Il nostro interesse è quello di far andare avanti il negoziato sulla non proliferazione tra cui anche il dossier missilistico. La Russia deve ripensare missili a Kaliningrad, ma anche in Europa si deve ripensare allo scudo in Polonia e Repubblica Ceca. E la presidenza italiana del G8 avrà una sessione dedicata al disarmo”.

Il presidente francese Sarkozy aveva mediato per la guerra Russia-Georgia. Saremo noi i mediatori per lo scudo?
“Non userei la parola “mediatori”. Ci definirei come un Paese che cercherà dì spiegare le buone ragioni a entrambi per arrivare a un’intesa. L’obiettivo è la riduzione degli armamenti”.

E l’Iran?
“La Russia potrà e sarà essere molto utile, anche per l’Afghanistan e il Pakistan. Abbiamo l’ok russo per la conferenza internazionale di Trieste. La strategia della comunità internazionale nei confronti dell’Iran deve andare avanti, ma dobbiamo distinguere tra nucleare civile e militare. Quello civile non lo possiamo negare a nessuno”.

Amici della Russia, quindi forti?
“L’Italia si è già guadagnata un ruolo di prestigio su tre grandi scenari e ha dimostrato di essere un Paese del quale si deve tener conto: in Medio Oriente, dove siamo amici di Israele e sostenitore del popolo palestinese, siamo stati protagonisti nella conferenza in Egitto per la ricostruzione di Gaza. Abbiamo un ruolo importante nella stabilizzazione della regione Afghanistan-Pakistan, dove abbiamo offerto un canale di coinvolgimento positivo dell’Iran per il controllo delle frontiere, il traffico di droga e i rapporti con le tribù locali. Di Russia e Usa e del nostro abbiamo ruolo particolarmente marcato ho già detto”.

Ha detto che l’Italia vuole invitare Russia come osservatore all’Eastern Partnership Summit il 7 maggio. Dove vorrebbe la Russia come membro?
“Sicuramente nel G7 finanziario. E’ l’unico “G” dove la Russia non partecipa e loro sono molto interessati a regole finanziarie globali e alla conclusione di accordi sulla governance economica”.


Luogo:

Roma

Autore:

di Fausta Chiesa

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