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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

18/03/2009


Dettaglio intervista

Buone notizie per la Serbia da Bruxelles, finalmente. I Capi della diplomazia italiano e sloveno, Franco Frattini e Samuel Zbogar, hanno inviato una lettera congiunta alla Presidenza UE invitandola a mantenere alto sulla lista delle priorità l’avvicinamento all’UE dei Paesi dei Balcani Occidentali e la liberalizzazione del regime dei visti, in modo particolare per i serbi.

Il Ministro Frattini dichiara infatti, in esclusiva per Novosti, che la Serbia si merita di continuare il percorso di avvicinamento all’Europa senza ulteriori ritardi.

I politici europei continuano a ripetere che la Serbia e i Balcani Occidentali rivestono un’importanza strategica per l’UE, ma non fanno niente per dimostrarlo...
La Serbia e i Balcani hanno, senza dubbio, un’importanza strategica agli occhi dell’Unione Europea. Il progetto storico di unità dei popoli europei non potrà concludersi se la parte sudorientale del continente rimarrà una “zona grigia”.

La Comunità internazionale non ci sta affatto aiutando con questa politica di imposizioni e condizionamenti continui...
I leader europei sono pienamente consapevoli della necessità di raggiungere il nostro obiettivo. La cooperazione con il TPI continua a figurare come un ostacolo. Sono convinto che supereremo questo problema: la Serbia deve proseguire il suo percorso europeo senza alcun ritardo ulteriore.

Bruxelles sottoporrà alla Serbia il riconoscimento del Kossovo quale condizione per la candidatura europea?
 L’Italia appoggia la richiesta di ottenimento dello status di candidato della Serbia. Speriamo che questo traguardo meritato venga raggiunto presto. A prescindere comunque da questo, dobbiamo tener presente la necessità di coordinarci con Bruxelles e gli altri Paesi membri nelle decisioni importanti che riguardano l’integrazione europea.

Quando i cittadini della Serbia potranno viaggiare nei Paesi europei senza visto?
Quanto ai visti, noi appoggiamo fermamente la richiesta della Serbia di essere inserita nella “lista bianca Schengen” nel corso del 2009. Quando ero Vice Presidente della Commissione Europea ho lanciato personalmente la road map perla Serbia. Sono convinto che sia necessario abolire i visti. I cittadini della Serbia lo aspettano da molto tempo – credo, anzi, da troppo. Appoggerò fortemente questo progetto insieme ai colleghi europei. Credo che Belgrado farà del suo meglio per adempiere alle condizioni tracciate nella road map. Molto è già stato fatto e siamo molto vicini al nostro obiettivo.

La crisi economica mondiale peserà sull’investimento della FIAT nella Zastava di Kragujevac? Quale sarà il destino di questo investimento?
I dirigenti della FIAT mi hanno assicurato che il progetto con la Zastava non sarà interrotto. Tutti sono ben consapevoli di quanto grave sia la situazione globale, che colpisce anche l’industria dell’automobile. Questo produrrà magari qualche ritardo, ma non comporterà modifiche ai programmi già stabiliti. Sia l’Italia che la FIAT credono nella Serbia.

Che cosa sarà degli investimenti in Serbia già in agenda?
Il progetto della FIAT è al momento l’investimento più consistente. Sono certo che esso sarà seguito da altri investimenti, sia nel settore dei ricambi per l’industria automobilistica sia in altri settori come l’energia, l’agricoltura e l’industria in generale. Stiamo lavorando per organizzare una serie di promozioni di carattere economico, comprese le missioni imprenditoriali serbe in Italia e italiane nel vostro Paese. Sono convinto che quest’intensa attività comporterà risultati concreti, palpabili. La crisi economica non deve distrarci. Al contrario, deve fungere da stimolo affinché si lavori ancora di più.

Quest’anno avete la presidenza del G8, il gruppo dei Paesi più industrializzati...
La Presidenza italiana del G8 sarà focalizzata sui temi che sono nel mirino dell’attenzione della Comunità internazionale, quali l’economia, le finanze e gli investimenti globali, l’energia e il suo sfruttamento responsabile, le innovazioni e i diritti di proprietà, lo sviluppo di alcune regioni del mondo, in particolare dell’Africa. Tutti questi argomenti hanno una loro parte nelle difficoltà del sistema e ciò riguarda anche la Serbia ed altri Paesi attivi sul piano internazionale.


Luogo:

Roma

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