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Governo Italiano

Dettaglio articolo

Data:

02/04/2009


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C’è una tendenza negli ambienti internazionali a considerare "superato" il G8. Si discute di un G13/G14, di un G16, e naturalmente di un G20. Sono "formati" - si argomenta - dai più rappresentativi sotto il profilo economico, demografico, di "civiltà", perché, ad esempio, includono l’Africa e grandi Paesi (come l’Indonesia) a maggioranza musulmana.
Tuttavia, una cosa è il numero, altra cosa il metodo in base al quale il G8 lavora.
Quanto al numero dei partecipanti, l’approccio italiano al G8 tiene conto di questo dibattito. In particolare, il Vertice della Maddalena renderà manifesta un’articolazione a geometria variabile, funzionale ai dossier in esame. Il Vertice della Maddalena si distaccherà già dal formato tradizionale G8, perché il coinvolgimento di diversi attori in diverse fasi va oltre l’idea di un semplice "G8+". L’agenda del Vertice, dopo una prima riunione del "nucleo storico" (il G8 tradizionale) sarà affrontata sostanzialmente assieme ai Paesi del "G5" (India, Cina, Sudafrica, Brasile e Messico), considerati anch’essi Paesi ospitanti e non semplici invitati, più l’Egitto, e la riunione si estenderà anche ad un gruppo rappresentativo di Paesi africani.
Ciò premesso, io credo che il metodo delle riunioni "tipo G8" sia importante almeno quanto il numero dei Paesi coinvolti. Da questo punto di vista, credo che il G8 abbia tuttora qualcosa da insegnare. La sua flessibilità ci ha consentito e consentirà ancor più in futuro di articolare in maniera creativa il rapporto tra strutture, funzioni ed obiettivi. Sono anzitutto gli obiettivi di policy che devono suggerire i formati (le strutture), partendo in ogni caso da un "gruppo fondativo" (che comprenda il G8, esteso al G5), il cui ruolo propulsivo rimane essenziale. In questo senso, il "G8" non dovrebbe diventare un generico e fluttuante "GX".
Il G8 del futuro avrà una funzione strategica in termini di "sostegno" alla governance mondiale attuata, sia in senso economico che politico, nelle sedi istituzionali (Fmi, Banca mondiale,Wto, Nazioni Unite). In sostanza, sarà più simile ad un foro "pre-negoziale" per far avanzare l’esame di dossier di rilevanza globale che non ad un elitario "Governo mondiale". Esso avrà l’obiettivo d i favorire ed accelerare il processo decisionale nelle organizzazioni internazionali. Questo gruppo "funzionale" sarà di natura inclusiva e non esclusiva, e sarà al servizio di cause comuni di rilevanza mondiale. In altri termini, il G8 sarà sempre più simile ad un gruppo di iniziativa e di pressione e per il consenso globale, un "Global consensus group" ("Gcg"). La partecipazione ai lavori del gruppo, al di là del semplice "posto al tavolo", dovrebbe rispondere anzitutto al principio di responsabilità.
Il "Gcg", in quanto "evoluzione" del G8, rappresenterebbe un luogo di esercizio della "democrazia deliberativa" a livello globale, consentendo cioè il confronto di opinioni, l’esame delle proposte, la discussione sulle priorità dell’agenda mondiale, in vista del loro formale esame ed eventuale adozione nei fori istituzionali multilaterali o regionali. La differenza rispetto ad altri consessi a partecipazione universale, come ad esempio l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sta anzitutto nella possibilità di sviluppo e di approfondimento di singole tematiche tra un numero limitato di Paesi - senza che ciò impedisca che essi siano anche rappresentativi di un contesto internazionale più vasto.
Le sue "competenze" potrebbero comprendere la trattazione sia di questioni inerenti ad esempio all’agenda globale e di stampo economico-finanziario che argomenti di carattere politico o di sicurezza. Non si dovrebbe tuttavia escludere la possibilità che esso affronti anche questioni di rilevanza politico-internazionale, specie in relazione a gravi crisi in atto o ad iniziative riguardanti la sicurezza in senso più ampio. Da questo punto di vista, il "Gcg" dovrebbe trattare anche temi riguardanti la global security, vale a dire l’insieme dei fattori molteplici e diversificati che, combinati assieme, pongono una sfida alla sicurezza mondiale (ad esempio, cambiamenti climatici, desertificazione e migrazioni di massa; mobilità e rischi di pandemie; diffusione di armi di distruzione di massa e loro eventuale disponibilità da parte di formazioni terroristiche; questione dello "scontro di civiltà" in rapporto al radicalismo religioso, ecc.).
Ciò che è importante, è che il G8 "evoluto" non sia legato a situazioni emergenziali o ad erratiche esigenze di inclusione, ma che risponda alle reali esigenze di indirizzo politico-economico di un mondo in rapidissimo cambiamento.

Luogo:

Roma

Autore:

di Franco Frattini

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