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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

21/06/2009


Dettaglio intervista

Alla vigilia del G8 dell’Aquila (8-10 luglio) il ministro degli Esteri Franco Frattini rassicura. «L’Italia manterrà i suoi impegni», dice, riferendosi ai finanziamenti promessi dal nostro Governo per la cooperazione con i Paesi poveri, la sicurezza alimentare, lo sviluppo agricolo e la lotta a malattie come l’Aids, la malaria, la tubercolosi.

Entro il 2015, le nazioni più industrializzate dovrebbero stanziare lo 0,7 per cento del loro Pil a favore della crescita delle nazioni in via di sviluppo. L’Italia è molto distante da quest’obiettivo. Ma il ministro Frattini garantisce che «necessità nuove non consentono di dimenticare gli impegni già presi. Troveremo le risorse entro la fine dell’anno».

Le rassicurazioni del titolare della Farnesina sono arrivate nei giorni in cui Roma ha ospitato la riunione ministeriale del G8 sullo sviluppo. All’incontro hanno anche le 5 economie emergenti (Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica), l’Egitto, l’Unione Africana, più alcuni Paesi (Etiopia, Senegal, Nigeria e Algeria) in rappresentanza del Nepad (Partnership per lo sviluppo dell’Africa). C’erano inoltre la Fao, l’Ocse, la Banca Mondiale, l’Organizzazione mondiale della sanità e il Programma alimentare mondiale.

Tutti al capezzale del mondo più povero per valutare l’impatto della crisi economico-finanziaria. «C’è la convinzione profonda, mia e del presidente del Consiglio Berlusconi, che l’Africa e i Paesi in via di sviluppo sono prima di tutto dei soggetti politici. Oggi, questi Paesi non chiedono solo fondi, ma esigono un ruolo politico», precisa Frattini.

Dare un ruolo politico ai Paesi più poveri è indispensabile quando nell’agenda compaiono temi come l’ambiente, l’energia, il terrorismo, i flussi migratori interni all’Africa e da questa verso l’Europa. C’è, poi, l’aspetto della gestione degli aiuti. «Non possiamo dare soldi disinteressandoci dell’uso che ne viene fatto», dice Frattini. «Occorre una buona governance degli aiuti, i Paesi riceventi devono garantire trasparenza e democrazia, altrimenti gli aiuti arricchiscono pochi, lasciando in povertà molti. Di questo sono tutti consapevoli».

Il disarmo, tema delicato e urgente

Frattini aggiunge che «abbiamo dato alle Organizzazioni non governative (Ong) e alla società civile un ruolo importante con l’obiettivo di mettere la persona al centro delle politiche di sviluppo». Al riguardo, nell’incontro ministeriale di Roma hanno presentato la loro esperienza la Fondazione Avsi (impegnata nel progetto "Ribeira Azul" a favore delle popolazioni povere del Brasile) e la Comunità di Sant’Egidio (che gestisce con successo il progetto Dream contro l’Aids e la malnutrizione).

L’Italia promette anche di impegnarsi per una riduzione delle commissioni chieste per i trasferimenti di denaro in patria da parte dei lavoratori immigrati. La crisi economica sta creando, nel mondo, una flessione delle rimesse degli immigrati e Frattini ritiene che «il G8 proporrà di ridurre in cinque anni dal 10 al 5 per cento il costo per i trasferimenti di denaro».

Nel G8 dei ministri degli Esteri previsto a Trieste (25-27 giugno), l’Italia vuole inserire in agenda anche il tema della non proliferazione nucleare e del disarmo. Lo sforzo diplomatico punta a svuotare gli arsenali.

Quello dell’Aquila sarà l’ultimo G8? «Francamente non lo credo», risponde Frattini a Famiglia Cristiana, «ma probabilmente dopo l’Aquila il G8 sopravvivrà nel modo in cui noi lo stiamo cambiando, aggiornandolo. Cioè dando un ruolo maggiore alle organizzazioni regionali e il giusto risalto all’Africa. Non ha senso invitare i leader africani soltanto per prendere un caffé».


Luogo:

Roma

Autore:

di Roberto Zichittella

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