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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

08/07/2009


Dettaglio intervista

«È un attacco se possibile ancora più vergognoso di quelli portati avanti in queste settimane, che prende di mira la dignità e l’immagine dell’Italia».

Addirittura?

«Sì, ne sono assolutamente convinto. Il Guardian ha lanciato un’accusa infondata e pubblicato una notizia senza averla verificata, andando contro l’«abc»di ogni giornalista degno di rispetto».

Ministro Frattini, da titolare della Farnesina sembra poco diplomatico.

«Sarà, ma siamo dinnanzi a una buffonata di chi non capisce nulla di politica internazionale».

Quindi, l’Italia non rischia di certo l’espulsione dal G8 per ipotetiche carenze organizzative.

«Figuriamoci. Si tratta di grossolane cantonate, dietro cui si nasconde il vero obiettivo di certa stampa britannica - non certo del governo inglese - abituata a raffigurarci con pizza e mandolino».

Quale sarebbe l’obiettivo?

«Contrastare il nostro ruolo sulla scena internazionale, ingombrante per certi versi, maturato negli ultimi dodici mesi grazie all’azione del governo Berlusconi. Già, mentre l’esecutivo Prodi s’imboscava, così tutti gli lisciavano il pelo, noi diamo fastidio».

Per quale motivo?

«Lo ripeto: per il ruolo di primo piano avuto in diversi contesti. Basti ricordare il rapporto diretto con Russia,Turchia, Israele e Libia, così come l’organizzazione della conferenza internazionale sulla riforma dell’Onu, tenutasi perla prima volta a Roma, a cui parteciparono le delegazioni di 70 Paesi. E poi.. ».

Prego.

«Non dimentichiamo pure l’azione d’apertura nei confronti dell’Iran, sempre osteggiata dalla stampa inglese. Una chiave giusta, la nostra, testimoniata dalla posizione in materia tenuta da Barack Obama.

Quindi, per capire cosa sta succedendo, basterebbe fare una semplice domanda aperta ai lettori».

Per chiedere?

«Chi poteva davvero immaginare che una sintonia così forte ad esempio con la Russia, vedi il dossier energia, o con la Libia, versante gas, non desse fastidio a qualcuno?».

Torniamo al «Guardian»: gli sherpa Usa avrebbero preso il controllo dell’agenda del G8 in programma da oggi all’Aquila, per evitare caos e ritardi.

«Hanno preso fischi per fiaschi».

In che senso?

«La conference call a cui alludono, svoltasi effettivamente alcuni giorni fa, aveva come obiettivo l’organizzazione del G20, non del G8. Quindi, hanno preso di mira il coordinamento britannico. Insomma, c’è stato «fuoco amico», visto che hanno sparato contro il loro governo. Ma non finisce qui, la lista di errori è lunga».

Continui.

«Tutto il mondo ha capito, apprezzato, questa sorta di miracolo che intendiamo compiere, portando i Grandi del mondo nella terra del dolore, nonostante fosse già tutto pronto nella splendida sede della Maddalena. E cosa fa di contro il giornale inglese? Sbeffeggia, offende la sensibilità italiana davanti a una tragedia, con insulti che vanno respinti con disprezzo. Senza contare che viene preso di mira pure il sistema collegiale del G8».

A cosa si riferisce?

«Il Guardian, non nuovo a infortuni del genere, dimentica che al G8 si lavora insieme. Non c’è un capo e la presidenza di turno regola il traffico, semmai propone, ma non decide da sola».

In definitiva, si prenderebbe di mira il premier per colpire l’Italia?

«C’è una grande rete, fuori e dentro il nostro Paese, di nemici dell’Italia, Paese che viene invidiato. E si tende a colpire entrambi, anche perché il presidente del Consiglio ha una caratteristica che non viene, diciamo così, gradita».

Quale sarebbe?

«Ha fatto fortuna nella vita, è amato dalla gente. In più, è l’unico leader al governo che ha vinto anche le elezioni amministrative, perse invece da Zapatero e Brown, non vinte da Merkel e Sarkozy».

Circola voce che stiano per uscire altre fotografie, magari all’estero, allo scopo di mettere in imbarazzo Berlusconi. Teme possano venire pubblicate nelle prossime ore, con il summit in corso?

«Sono mesi che tentano di attaccarlo con strumenti giudiziari, prostitute, interviste comprate. E in futuro arriveranno magari fotomontaggi. È stato fatto quanto di più vergognoso e nefando possibile. Cosa può succedere d’altro? In ogni caso, gli italiani sono troppo intelligenti per cadere nel tranello».

Sempre in tema vertice, s’è ipotizzato un «Piano B» in caso di terremoto?

«Non se n’è mai parlato, non esiste. Ma è una vergogna che ci sia qualcuno che speri nell’arrivo di una bella scossa del quinto o sesto grado. Questi signori facciano il tifo a casa loro».


Luogo:

Roma

Autore:

Vincenzo La Manna

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