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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

29/07/2009


Dettaglio intervista

L’Italia sostiene decisamente l’integrazione europea dei Paesi dei Balcani Occidentali. Roma era l’unica tra i membri dell’UE, ad insistere anche per iscritto sull’abolizione i visti ai cittadini della Regione. L’Italia ora chiede di organizzare il vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi UE i quali, insieme a Washington, darebbero un deciso sostegno all’entrata degli altri Paesi dei Balcani nell’UE.

Il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, nell’esclusiva intervista a Vecernje Novosti sottolinea l’importanza dell’inclusione della Regione nei processi d’integrazione europea.

· Italia e Lei personalmente avete fatto grandi sforzi per la liberalizzazione del regime dei visti dei Paesi dei Balcani Occidentali. E’soddisfatto delle raccomandazioni della Commissione Europea?

- L’Italia ha sempre sostenuto gli sforzi della Commissione Europea nell’abolizione del regime dei visti dei Paesi dei Balcani Occidentali e per questo salutiamo con favore la sua decisione di proporre Serbia, Montenegro e Macedonia, per la lista bianca Schengen. Vorrei sottolineare che nel contesto attuale, la liberalizzazione del regime dei visti rappresenta lo strumento piu’ efficace di cui UE dispone per rendere piu’ concreta la prospettiva europea di questi Paesi. Sono convinto che questa decisione mandera’ un messaggio politico di alta importanza agli abitanti della Regione i quali tengono molto alla possibilita’ di poter viaggiare in Europa senza visti. Questo provvedimento facilitera’ i contatti tra le persone, migliorera’ le prospettive economiche di questi Paesi e con esso si potra’ conoscere meglio l’UE.

· Il regime dei visti sara’ abolito per Macedonia, Montenegro e Serbia, mentre il Kossovo rimarra’ fuori da questa decisione. Lei ritiene che sia giusto trovare una soluzione perche’ anche i serbi del Kossovo abbiano gli stessi diritti che hanno i cittadini della Serbia?

- La liberalizzazione del regime dei visti e’ un processo che si riferisce a tutta la Regione e avra’ riflesso positivo in tutti i Paesi. Si esclude ogni intenzione di omettere politicamente le persone che vivono in Kossovo e i cittadini degli altri Paesi, che godranno della liberalizzazione del regime dai visti nel periodo seguente. La Commissione continua a discutere con le autorita’ serbe per trovare una soluzione accettabile per la questione dei passaporti dei serbi in Kossovo e noi sosteniamo pienamente gli sforzi che si stanno facendo in questo contesto.

· I cittadini della Serbia potranno veramente viaggiare liberamente per l’Europa, senza visti, a partire dal 1 gennaio 2010?

- Esistono tutte le premesse. La recente raccomandazione della Commissione Europea rappresenta una prima fase nel processo indirizzato al raggiungimento dell’obiettivo. Ora il Consiglio dei Ministri, dopo aver consultato il Parlamento Europeo, deve dare la sua opinione su quella proposta. In caso di approvazione, cosa che speriamo, si possono realizzare le prospettive della liberalizzazione del regime dai visti all’inizio del 2010. E’ importante che la Serbia faccia gli sforzi necessari perche’, nel momento in cui il Consiglio approvera’ le proposte, si siano raggiunti tutti gli obiettivi stabiliti con la road map.

· Ci sono le possibilita’ di velocizzare anche gli altri aspetti dell’integrazione europea della Serbia e di tutta la Regione dei Balcani Occidentali?

- L’Italia ha sempre sostenuto la necessita’ per l’UE di tenere attuale la prospettiva europea dei Paesi dei Balcani Occidentali, perche’ la stabilita’ della Regione e’ strettamente collegata all’integrazione europea. Per questo l’Italia, come ben noto, ha proposto un piano d’azione di 8 punti che prevede i risultati concreti e tempo necessario per raggiungerli, con l’obiettivo di spingere i Paesi della Regione a fare progressi nelle riforme. Quindi, l’Italia si impegna a fare progressi in tutti gli aspetti dell’integrazione europea della Serbia e degli altri Paesi. In quella prospettiva, abbiamo proposto un vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi UE con la partecipazione degli USA e dei Paesi dei Balcani Occidentali. Esso dovra’ essere organizzato l’anno prossimo, dieci anni dopo il vertice di Zagabria con cui e’ stato iniziato il processo dell’avvicinamento dei Balcani all’UE, per dare un deciso sostegno all’integrazione dei Paesi quali Serbia, Montenegro, Bosnia e Albania.

CERCHIAMO DI SCONGELARE L’ACCORDO INTERINALE

· Ci sono le possibilita’di scongelare tra poco, finalmente, l ‘Accordo Interinale con la Serbia?

- Siamo convinti della necessita’ di inviare segnali concreti a Belgrado per sottolineare i progressi notevoli realizzati dalla Serbia nel suo avvicinamento all’UE. Le posso dire che per noi e’ molto importante sbloccare l’Accordo Interinale. L’Italia e’ decisa a convincere i suoi partner europei che non sono favorevoli allo scongelamento dell’Accordo.


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