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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

05/08/2009


Dettaglio intervista

«Abbiamo sempre ascoltato la voce delle comunità musulmane... Abbiamo sempre cercato di mostrare attenzione alle loro richieste, di comprendere i loro diritti... Ma allora perché in troppe parti del mondo queste libertà a noi vengono negate... Perché i raid premeditati in Punjab? Perché le persecuzioni, le aggressioni di massa?». Franco Frattini, chiuso nel suo ufficio alla Farnesina, continua a parlare a bassa voce declinando una parola: reciprocità. «Ricordo le parole del presidente Obama al Cairo. Parole importanti, parole capaci di dare al mondo musulmano una nuova speranza... Noi ora chiediamo che questa speranza che viene data ai musulmani non venga tolta ai cristiani... E lo chiediamo con la massima forza». Non bastano le parole, servono fatti, azioni e il ministro degli Esteri è il primo a saperlo e a ripeterlo: «Pensare che la sfida si vince limitandosi a esprimere dolore e sdegno è sciocco. Ora tocca all’Europa. La Ue non si può disinteressare, non può chiudere gli occhi. E al consiglio dei ministri di settembre mi aspetto un segnale forte e formale...».

La sua lettera a Carl Bildt, il ministro degli Esteri della Svezia, presidente di turno della Ue, è un primo passo?

«E’ così, il primo passo. Non basta l’Italia, non basta nemmeno l’Europa, serve che l’intero mondo civilizzato dica davanti alle Nazioni Unite, a una sola voce e con la massima forza, che libertà religiosa significa libertà di tutte le religioni».

Ministro, crede che le parole possano davvero trasformarsi in fatti? Forse nota una nuova sensibilità in Occidente?

«Sarò onesto: non abbastanza, non come sarebbe giusto... Almeno fino ad oggi. Guardi che cosa succede dopo i raid in Punjab: ancora una volta è l’Italia a reagire, a muoversi, a dire basta... E provi a tornare indietro nel tempo: ricorda una voce della Ue contro le sistematiche azioni di violenza in Somalia?»

Già la Somalia... E l’India? E l’Iraq?

«Esatto, esatto... Anche lì troppi silenzi e l’Italia sola nel chiedere rispetto di diritti e di libertà. Fummo noi, dopo le stragi nell’Orissa, a porre il problema al vertice Europa-India nello scorso autunno sotto la presidenza francese. E fummo noi, dopo le aggressioni a Mosul, ad andare in Iraq e...

Si è mai chiesto il perché di questa assenza della Ue? Perché probabilmente si pensa che garantire il pieno diritto dei musulmani significa riequilibrare ingiustizie del passato... I cristiani vengono visti come la componente del mondo forte, potente... Sono il mondo americano, europeo, non hanno nulla da essere protetti... »

E invece...

«Invece le aggressioni si moltiplicano ed è arrivato il momento di dire basta. Vede, il ripetersi di troppe brutalità impone che l’assemblea generale dell’Onu affronti in modo serio la questione e mandi un segnale... E ora voglio essere fiducioso: ho appena incontrato il nuovo presidente dell’assemblea generale dell’Onu, l’ex ministro degli Esteri libico Ali Treki. Abbiamo parlato, gli ho ribadito cosa si aspetta l’Italia dal prossimo vertice delle Nazioni Unite...»

Libertà religiosa e dialogo interreligioso?

«I diritti dei cristiani sono una questione universale, non sono più soltanto una questione dei cristiani. E la libertà religiosa è fonte e sintesi dei diritti umani. Questo non lo dice il ministro degli Esteri, lo scriveva Papa Giovanni Paolo II».

Ministro, parliamo del Punjab...

«Il nostro ambasciatore in Pakistan mi fa sapere che per la prima volta c’è una reazione del governo, che ha già arrestato numerosi estremisti islamici responsabili delle barbarie... Il motivo? Hanno visto la reazione italiana, la nostra determinazione e hanno capito... Con il Pakistan continueremo a collaborare, a sostenerlo nella difficile strada che porta a un rafforzamento sia economico sia politico, ma al Pakistan chiediamo una reazione forte contro gli estremisti islamici che perseguitano i cristiani».

Ministro, le hanno portato le ultime agenzie di stampa?

«Ho visto, ho visto... Parla di Istanbul? Leggo anche io: un giovane cristiano aggredito da un venditore ambulante turco perché "colpevole" di distribuire Bibbie... Un gesto folle che mi fa pensare al tragico omicidio di don Santoro e mi fa invocare giustizia: dal Pakistan e ora dalla Turchia mi aspetto punizioni severe verso chi cerca pretesti per colpire i cristiani».


Luogo:

Roma

Autore:

Arturo Celletti

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