Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

26/09/2009


Dettaglio intervista

Roma - Dopo i cinesi, anche il russo Medvedev preme sull’Iran perché cooperi con la comunista internazionale sul dossier nucleare. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è a New York e non ne è sorpreso.

«L’atteggiamento della Russia l’ho sperimentato in questi giorni presiedendo il G8 ministeriale, avendo altri incontri qui a New York. La Russia collabora pienamente con la comunità internazionale, anche sul terna sensibilissimo del dossier nucleare, sia coreano che iraniano. Quindi non mi meraviglio di ciò che dice Mosca. La Cina sottolinea l’importanza del negoziato, come diciamo noi».

E questo nuovo sito nucleare scoperto?

«E’ pericoloso questo criterio per cui si scopre un uovo sito che nessuno aveva notificato, e adesso Ahmadinejad dice pure che non sono obbligati a fare la notifica. E’ materia di nostra preoccupazione».

La Merkel aspettava di capire l’atteggiamento russo e cinese. Avrà influito su Mosca anche il nuovo clima instaurato da Obama, no?

«La strada l’abbiamo aperta quasi da soli nei mesi passati dicendo, già negli ultimi mesi della presidenza Bush, che era assolutamente indispensabile riprendere con Mosca lo spirito di Pratica di Mare. Ora i fatti ci danno ragione, il presidente Obama segue questa strada e certo la Russia ha dato risultati positivi. Quello spirito ha riportato la Russia a lavorare con la Nato. dunque oggi si sente rassicurata. La strategia di Obama, che avevamo auspicato col suo predecessore senza riuscirci, sta dando i primi frutti»

Teheran si difende dicendo che la cosa era conosciuta, che quel sito non è per nulla segreto.

«Non lo sapevano tutti, tanto è vero che la notizia è stata data dall’intelligence. Nessuno l’aveva spiegata né, soprattutto, notificata. I nuovi impianti devono essere notificati all’Aiea, non si può aspettare che vengano scoperti altrove».

Sarkozy chiede sanzioni entro dicembre, è sempre paladino della linea più dura.

«Ieri ho detto proprio questo alla Cnn: entro quest’anno dovremo fare il punto e vedere se l’Iran ha effettivamente iniziato a collaborare. Non è solo la posizione di Sarkozy. Questi sono messaggi coordinati, ci siamo parlati al G8 dei ministri degli Esteri e Kouchner ha informato il suo presidente. Il G8 ha detto: apriamo un negoziato con spirito aperto, ma che non può durare per sempre. Lavoriamo dal 1 ottobre, da qui a dicembre facciamo il punto».

I giornali avevano descritto Ahmadinejad come più dialogante. Adesso che ne pensate dei presidente iraniano?

«Non è una novità per l’Iran: un giorno fa dichiarazioni dialoganti e un giorno rigide. Basta sedersi al tavolo pragmaticamente e vedere quali carte mette giù. Se mette quella del negoziato noi negoziamo, altrimenti rifletteremo molto presto. Se, come spero, entro dicembre ci saranno riunioni fruttose, continueremo a negoziare».

Israele non si fida, c’è chi preferirebbe un attacco diretto, la soluzione militare.

«Sarebbe una catastrofe per il mondo intero. La preoccupazione di Israele è molto chiara, e gli israeliani sono scettici sulla possibilità di successo dei negoziati. Ma la comunità internazionale ritiene che si debba dare una chance ai negoziati, sebbene non a tempo indeterminato».

Obama vi ha ringraziato per il sostegno.

«Ho proposto che le consultazioni sul dossier nucleare iraniano si estendano ai paesi arabi del Golfo, Turchia, India, Egitto, tutti i paesi che hanno un interesse strategico. Idea condivisa, ieri c’è stata la prima colazione di lavoro di questo gruppo allargato, non limitato più al 5+1».


Luogo:

Roma

Autore:

Claudio Rizza

9525
 Valuta questo sito