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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

07/10/2009


Dettaglio intervista

Ambasciatore Zanardi Mandi è la prima volta che l’ambasciata presso la Santa Sede promuove una mostra sulle radici cristiane. Una necessità, visti i tempi, oppure solo una coincidenza?

«L’iniziativa nasce con una scoperta. Due anni fa mi sono accorto che a Illegio, un piccolo paesino della Carnia, vi erano potenzialità organizzative eccezionali, in grado di promuovere mostre come quella dell’Apocalisse che è stata portata anche a Roma, ai Musei Vaticani, dal cardinale segretario di Stato».

E così è nata una specie di alleanza operativa.

«Praticamente sì. In quell’occasione don Alessio Geretti mi parlò dell’idea di un percorso sui santi patroni d’Europa. Nei mesi seguenti ne parlai al presidente del Consiglio che colse subito la valenza propositiva, di comunicazione, di capacità divulgativa e appoggiò l’idea con entusiasmo».

Berlusconi ne parlò anche con Benedetto XVI prima di incontrarlo nel giugno del 2008.

«Organizzare una esposizione del genere, fortemente sostenuta dal Governo italiano, equivale a sottolineare implicitamente un aspetto delle relazioni positive con la Santa Sede. Ciò va incontro alle sensibilità del Vaticano oltre che a quelle di un’ottica decisamente laica. Studiare e definire le comune radici aiuta a comprendere la storia, a maturare una visione d’insieme. Si può essere credenti oppure no, ma duemila anni di storia cristiana hanno lasciato un segno in ogni campo».

Parola d’ordine: dialogo.

«Il punto d’osservazione dell’ottica laica non può prescindere da questo dato di fatto. E’ funzionale a definire la propria identità, rafforzando l’attitudine all’accoglienza».

Il Papa, nel suo ultimo viaggio a Praga, ha ricordato che le radici cristiane del continente non sono avvizzite.

«Quel passo del discorso pronunciato durante l’incontro ecumenico aiuta a far capire a tutti, in special modo alle nuove generazioni, quanto sia importante comprendere da dove arriviamo noi europei. Chiarire le proprie origini significa anche rafforzare il dialogo e cercare elementi unificanti».

I santi patroni possono raccontare tutto questo?

«Eccome. E’ impossibile trovare spunti polemici davanti a tanta bellezza, davanti al san Giovani di Caravaggio, al san Francesco di Van Eyck, al san Luigi di El Greco o al san Benedetto di Hans Memling».


Luogo:

Città del Vaticano

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