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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

13/10/2009


Dettaglio intervista

Il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, non considera indebolito il Governo italiano in seguito alla sospensione delle immunità del Presidente del Consiglio Berlusconi. In un colloquio con questa testata a Roma ha affermato che la sentenza della Consulta della settimana scorsa contro la Legge sull'immunità porterà "maggiore unità all'interno del fronte di Governo". Frattini ha detto: "Il Presidente del Consiglio viene appoggiato con maggiore convinzione. In questo modo presumibilmente avverrà il contrario di quanto auspicavano molti dell'opposizione". Frattini ha ribadito "la stabilità e l'affidabilità del Governo" guidato da Silvio Berlusconi.

"Sono anche certo che se il Presidente del Consiglio si ritrova davanti a dei tribunali in buona fede verrà assolto", ha detto l'ex procuratore e giudice Frattini che appartiene al movimento berlusconiano "Popolo della Libertà". Frattini fa presente che finora sono stati avviati a carico del Presidente del Consiglio 104 procedimenti, ma solo in 16 casi è stato istruito un processo. Nel corso dei processi, Berlusconi è sempre stato assolto; a volte comunque anche per prescrizione.

Frattini, ex Commissario europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza accusa l'opposizione italiana di aver trascinato le accuse contro Berlusconi nel Parlamento Europeo. "La sinistra italiana ama fare questo. Non ho mai visto gli eurodeputati di altri Paesi portare di fronte al Parlamento Europeo un caso contro il proprio Governo". Al Presidente della Repubblica Napolitano, attaccato da Berlusconi negli ultimi giorni per essere "di sinistra" ed un Capo di Stato "parziale", Frattini riconosce di contro il merito di aver ammonito l'opposizione a non fare del Parlamento Europeo il teatro di controversie interne. "Per la maggior parte degli eurodeputati questo dibattito era pure ridicolo". Degli oltre 700 deputati erano presenti solo 70 italiani e solo 19 di altri Paesi.

Poche settimane dopo il funerale di Stato per sei paracadutisti, uccisi a metà settembre da un attentato suicida compiuto dai talebani nella capitale afgana Kabul, il Governo italiano non pensa ad un ritiro dei suoi 3550 uomini dall'Afghanistan: si tratta di 2800 soldati situati soprattutto all'ovest del paese; di 500 uomini inviati per rafforzare le truppe durante le elezioni e di 250 carabinieri della polizia militare dipendente dal Ministero della Difesa e, rispetto ai soldati, meglio addestrata per la lotta contro il terrorismo. Questi ultimi devono soprattutto addestrare la polizia locale.

"In Italia c'è accordo sul fatto che i nostri soldati rimarranno in Afghanistan finché il Paese possa camminare con le proprie gambe", dice Frattini. Con queste parole Frattini si riferisce al Presidente della Repubblica Napolitano, il comandante supremo delle truppe come Capo del "Consiglio superiore della difesa", ma anche alle famiglie delle vittime. "Al Parlamento vedo una maggioranza dell'80 per cento", dice Frattini, cioè un sostegno molto più ampio della coalizione di governo. Rimane invariata la nostra posizione "dobbiamo fermare il terrorismo in Afghanistan per evitare che arrivi in Europa". Per Frattini le elezioni in Afghanistan non sono concluse. "Abbiamo bisogno di un Governo credibile. Bisogna dunque analizzare le irregolarità emerse durante le elezioni". Dopo ci dovrebbe essere un patto per l'Afghanistan concluso dal Governo e dal popolo. Il Governo dovrebbe obbligarsi ad avviare riforme politiche ed economiche e a ricostruire il Paese. "In questo caso le nostre truppe di coalizione sarebbero il garante di questo patto."

Frattini dice che guarda con piacere alla coalizione nero-gialla di Berlino. "Certamente potremo cooperare ancora meglio con questa coalizione che con quella precedente"; in particolare prevede un rafforzamento della cooperazione euro-atlantica con un Ministro degli Esteri proveniente dal Partito dei liberali FDP. Frattini si augura una "corsia speciale" di contatti particolarmente stretti con Berlino e considera risolto il tentativo tedesco di ottenere un proprio seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "Sarebbe antistorico se l'Italia e la Germania litigassero su un tale seggio". Sarebbe meglio istituire - in modo aggiuntivo ai privilegi tradizionali della Francia e della Gran Bretagna – un seggio permanente dell'UE in rotazione, dice Frattini.


Luogo:

Roma

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