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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

17/10/2009


Dettaglio intervista

Il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, difende il suo Premier, auspica Tony Blair quale Presidente del Consiglio Europeo e la solidarietà di Vienna in materia di politiche migratorie comunitarie.

L’immagine dell’Italia nel mondo è attualmente tutt’altro che positiva. Come si sente quale Ministro degli Esteri ed ex politico europeo?

Se io domando ad uno straniero di qualunque Paese se ami l’Italia egli mi risponderà con un 90 per cento di probabilità: sì. Se gli domando se comprende la politica italiana, mi risponderà: me la spieghi per favore!

Me la può spiegare allora?

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei teatro di una guerra intestina tra il centro-destra ed il centro-sinistra. Ciò ha avuto come conseguenza che l’opposizione conduce campagne anti-italiane perfino all’estero. Se si continua a ripetere che chi ha vinto le elezioni non ha il diritto di governare allora abbiamo un problema di comprensione della democrazia.

Lei condivide quindi l’opinione del Suo Premier che la stampa internazionale non riferisca obiettivamente dell’Italia?

La cronaca negativa non sorprende: se quale straniero assisto in televisione ad un dibattito parlamentare in cui Deputati dell’opposizioni sventolano striscioni con la scritta “fascismo” e “dittatura” allora penso: che razza di Paese è questo?

Ma il problema è proprio il fatto che il Paese venga governato da un Premier che controlla la gran parte dei media, che è accusato di corruzione e che evita con ogni mezzo i processi.

Sono convinto che Silvio Berlusconi sarà scagionato, in un processo con un giudice equo. Finora è sempre stato scagionato.

Se è innocente che cosa ha allora da temere? Perché attacca la giustizia?

Se un giudice che prende parte ad una manifestazione con le bandiere rosse – ed io vedo questo giudice dimostrare sulla strada e poi lo rivedo nell’Aula di un Tribunale – allora c’è qualcosa che non va.

Intende con ciò sostenere che la giustizia è schierata?

No! Solo alcuni giudici sono polarizzati. Tuttavia se essi dichiarano in televisione di votare per la sinistra e poi vogliono dirigere il processo contro Silvio Berlusconi, questo costituisce per me un problema.

Perplessità internazionale ha suscitato anche il fatto che il Ministro Umberto Bossi, a seguito degli attentati compiuti in settembre contro soldati italiani, abbia chiesto il ritiro dall’Afghanistan.

Il Governo ha successivamente affermato con chiarezza: l’Italia rimarrà in Afghanistan; non vi saranno né ritiri né riduzioni del contingente militare fin quando la situazione nel Paese non si sarà stabilizzata. Solo i 400 soldati aggiuntivi inviati in Afghanistan per le elezioni potrebbero essere richiamati a casa qualora non si tenesse una seconda tornata elettorale.

Perché allora il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, chiede il ritiro?

Siamo un Paese in cui la libertà di opinione fa parte dei diritti fondamentali. Bossi è il leader di un Partito, non solo Ministro in un Governo. Quando parla alla sua gente esprime un’opinione personale. Quando parla da membro del Governo allora si comporta quale membro dell’alleanza. In occasione delle votazioni sull’Afghanistan la Lega è stata sempre leale.

Ci sono dunque due Bossi?

C’è il politico ed il Ministro. Quando parlo alla manifestazione di un Partito dico cose diverse rispetto a quando rivesto la funzione di Ministro. E’ normale.

Lei è stato Eurocommissario per gli Interni ed ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo di una politica UE dell’immigrazione. Come valuta il fatto che l’Austria rifiuti di partecipare alla distribuzione dei profughi tra gli Stati membri come proposto dalla Commissione Europea?

L’Austria non è obbligata a partecipare. Qualcosa di simile lo avevamo del resto previsto (NdR: quando Frattini era Eurocommissario) anche nella nostra proposta di distribuire tra i Paesi UE i legalmente immigrati per motivi di lavoro. Anche allora l’Austria aveva detto chiaramente: abbiamo bisogno dei nostri posti di lavoro per gli austriaci. Tutto ciò va bene. Presto o tardi anche l’Austria dovrà tuttavia porsi la questione della solidarietà europea. Oggi accettiamo la posizione austriaca. Prima o poi, però, si dovrà discutere di programmi UE vincolanti. Naturalmente l’Austria non dovrà accogliere un numero elevato di immigrati dato che è un Paese piccolo. Tuttavia nessuno può pretendere che Paesi come l’Italia, Malta o Cipro sopportino eternamente l’onere più gravoso.

Che cosa succederà se il Presidente ceco, Vaclav Klaus, non firmerà il Trattato di Lisbona. Vi sarà un’Europa a due velocità?

Speriamo che il Presidente Klaus sia consapevole della sua enorme responsabilità e firmi. Non è da escludere che altrimenti Praga dovrà rinunciare al proprio Commissario. E sarà allora inevitabile che alcuni Paesi si stringano in un’alleanza e portino avanti il processo di integrazione. Non è un dramma, del resto ci sono anche l’Euro e Schengen. L’Italia farebbe comunque parte di questa “avanguardia europea”. Questa prospettiva, comunque, non mi piacerebbe.

Qualora il Trattato di Lisbona entrasse in vigore, quale Presidente del Consiglio Europeo auspicherebbe l’Italia?

Sappiamo solo che Tony Blair si candida per tale carica. A nostro avviso egli sarebbe un ottimo Presidente per l’UE, tuttavia siamo consapevoli che alcuni Paesi, quali ad esempio la Germania, avanzano riserve. Il Presidente del Consiglio Europeo necessita di un ampio consenso.

Secondo voci di corridoio anche l’ex Cancelliere austriaco, Wolfgang Schuessel, avrebbe opportunità in tal senso.

Wolfgang Schuessel è stato un ottimo Cancelliere ed una persona rimarchevole. Sulla sua candidatura non abbiamo tuttavia ancora mai sentito nulla.


Luogo:

Vienna

Autore:

Susanne Bastaroli

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