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Governo Italiano

Dettaglio articolo

Data:

02/12/2009


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Italia e America latina: siamo giunti alla quarta edizione della Conferenza nazionale, un evento in sé unico in quanto unisce il nostro paese non ad un altro paese, ma ad un intero continente. Il perché di questa unicità non è difficile da spiegare. Italia e America latina condividono tradizioni storiche, culturali, umane e religiose, interessi economici, sportivi, passioni e stili di vita. Un sodalizio, quello tra Italia ed America latina, assai profondo e radicato, che va insomma ben al di là della politica.

L’America latina è un continente complesso, ma di grandi risorse e di straordinarie potenzialità; i paesi dell’area sono partner economici e politici seri ed affidabili con i quali intendiamo espandere gli ambiti di cooperazione.

Il rapporto tra l’Italia e l’America latina si sviluppa oggi lungo tre direttrici che consideriamo tra loro complementari: la direttrice bilaterale, quella europea e quella globale.

La crisi economica globale non ha risparmiato l’America latina, ma ha tuttavia trovato questa volta un subcontinente con le spalle più larghe rispetto al passato. La regione è cresciuta in modo ininterrotto dal 2003 al 2008 con un tasso superiore al 5%, riuscendo anche ad alleviare in parte l’onere del debito (alcuni paesi nel frattempo si sono addirittura trasformati in creditori netti).

Esistono quindi le condizioni affinché la ripresa economica nel 2010 possa spingere l’America latina a riprendere il cammino virtuoso degli ultimi anni: un’aspettativa e una speranza condivise dal mondo economico italiano.

L’America latina rappresenta infatti un mercato di oltre mezzo miliardo di persone, e nutre una naturale simpatia verso il nostro paese e verso il made in Italy, rafforzata dalla presenza di collettività di origine italiana perfettamente integrate nelle realtà locali.

Sono solamente alcuni degli elementi che dovrebbero indurci a considerare il subcontinente come la regione del mondo a noi obiettivamente più vicina e quindi in grado di offrire straordinarie opportunità per il Sistema-Italia ed i singoli paesi dell’area.

Non mancano al riguardo le success story. Penso alla recente aggiudicazione dei lavori per l’ampliamento del canale di Panama da parte di un consorzio internazionale capeggiato da Impregilo, una commessa di grandissimo valore economico, politico e strategico.

Penso al gruppo Enel che, con l’acquisizione di Endesa, è divenuto il primo produttore di energia nella regione e che con Enel Green Power è leader nel settore delle energie rinnovabili. Penso al comparto delle costruzioni: più del 30% delle commesse estere assegnate a nostre società è stato conseguito in America latina. Penso alla Fiat, azienda leader nel mercato dell’auto in Brasile, autentico gigante economico con eccezionali prospettive di sviluppo. Penso infine alle tante piccole e medie imprese con vocazione all’internazionalizzazione che (nonostante la distanza geografica) continuano ad operare in Sud America, portandovi il genio del made in Italy e riuscendo a fronteggiare con successo difficoltà come quelle che abbiamo vissuto negli ultimi due anni.

Penso, però, anche alla necessità di un riposizionamento del nostro sistema bancario, ancora troppo poco presente nella regione. E ciò proprio mentre i rapporti economici con i paesi dell’area diventano sempre più maturi, veri e propri rapporti alla pari, come dimostrano i lusinghieri risultati conseguiti in occasione delle recenti missioni di sistema in Brasile e in Cile o nell’ambito della grande Commissione mista con il Venezuela all’inizio del 2009 o ancora con il Foro Italia-Perù della scorsa primavera.

Nel nostro rapporto con l’America latina consideriamo la dimensione europea, cioè il dialogo tra grandi aggregati regionali, indispensabile e complementare a quella bilaterale.

Una dimensione che non ha però ancora espresso tutte le sue potenzialità e potrebbe essere approfondita ed ampliata. I vertici Ue-Lac riuniscono ogni due anni capi di stato e di governo e ministri degli esteri di tutti i paesi dell’Unione europea e dell’America latina. E’ auspicabile che maturi un consenso affinché assumano una cadenza annuale. Dovremmo inoltre considerare la possibile adozione di una vera e propria strategia pluriennale dell’Ue verso il subcontinente. Nella prossima presidenza spagnola l’Italia è fiduciosa di poter trovare un partner che condivide questa nostra sensibilità.

Infine, l’America latina è diventata un partner cruciale nella global governance. Al vertice dell’Aquila, il Brasile ed il Messico, insieme ad altri cinque paesi-chiave di altri continenti, sono entrati a far parte di una cooperazione strutturata coni paesi del G8.

La creazione del G20, che include Brasile, Argentina e Messico, ha legittimato definitivamente il ruolo globale del subcontinente. Su tutte le principali sfide internazionali - dalla creazione di nuove regole della finanza internazionale alla ripresa dei negoziati di Doha, dalle tematiche ambientali alla lotta contro i traffici illegali, in particolare il narcotraffico, al terrorismo e alla non proliferazione - l’America latina è oggi un interlocutore e partner indispensabile.

Il grande scrittore argentino Borges scriveva che la cultura dell’Occidente è costituita da «due elementi molto diversi: il pensiero greco e la fede cristiana o se si vuole Israele ed Atene... Nessuno ignora che questa confluenza, che è l’avvenimento centrale della storia umana, è opera di Roma.

... Si suole dire che tutte le strade portano ad essa: sarebbe meglio dire che sotto qualunque latitudine siamo a Roma».

Sono parole che riassumono i sentimenti che tanta parte delle popolazioni latino americane provano nei confronti del nostro paese. Non a caso ci riferiamo talvolta all’America latina come all’estremo occidente o anche come al "terzo occidente": una regione che non è altra rispetto a noi, piuttosto è intimamente parte della nostra storia e del nostro modo di vedere il mondo.

E il governo italiano è da sempre impegnato a rispondere alle sfide di questa relazione speciale, lungo una direttrice di politica estera ampiamente condivisa nel paese. Ma, naturalmente, il grande impegno quotidiano non può che essere del mondo dell’imprenditoria, delle università, della società civile, oltre che della diplomazia. Di tutti coloro che, dall’uno e dall’altro lato dell’oceano Atlantico, intrattengono una vasta rete di relazioni, scambi, progetti.

Sta a noi consolidare ogni giorno di più questo rapporto. L’Italia scommette sull’America latina. Una scommessa che, ne sono certo, non ci deluderà.


Luogo:

Roma

Autore:

di Franco Frattini

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